Da tre giorni c’è un grosso incendio sul monte Faeta, tra Lucca e Pisa

Ha bruciato 800 ettari, e circa 3.500 persone sono state evacuate: le operazioni di spegnimento sono ancora in corso 

Fiamme sulla cima del monte Faeta (ANSA/US REGIONE TOSCANA)
Fiamme sulla cima del monte Faeta (ANSA/US REGIONE TOSCANA)
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Da tre giorni è in corso un incendio sul monte Faeta, in provincia di Lucca: sono stati distrutti almeno 800 ettari di bosco, cioè 8 chilometri quadrati, sono state evacuate circa 3.500 persone e sono andati bruciati alcuni edifici. Da giovedì 30 aprile sono in corso le operazioni per cercare di spegnerlo, con Canadair ed elicotteri: le operazioni sono riprese venerdì mattina, ostacolate dal vento.

Il monte Faeta si trova nel nord ovest della Toscana, tra Pisa e Lucca: è una zona piuttosto frequentata per trekking e camminate. L’incendio è iniziato martedì sul fronte lucchese del monte, estendendosi poi nelle ore successive anche su quello pisano, alimentato dal vento in quella zona.

Inizialmente erano state evacuate solo le zone più vicine al monte, ma nella notte tra giovedì e venerdì il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, ha ordinato l’evacuazione di tutti gli abitanti della frazione di Asciano, considerata a rischio. Il sindaco ha invitato la popolazione a mantenere la calma, seguire le indicazioni delle autorità sul posto e utilizzare i mezzi privati solo se necessario. Venerdì mattina è stata ordinata l’evacuazione anche di alcune case di Santa Maria del Giudice, un’altra frazione vicina al monte.

Venerdì mattina Cecchelli ha detto che «Il fronte del fuoco è ancora lungo» e che alcuni edifici sono stati bruciati dalle fiamme. Ha aggiunto che i primi accertamenti sembrano suggerire che l’incendio sia partito dal versante lucchese del monte, durante la bruciatura di potature di ulivi di cui sarebbe sfuggito il controllo.

Soccorritori al lavoro (ANSA/US REGIONE TOSCANA)

L’incendio ha portato alla chiusura di un tratto di circa un chilometro e mezzo della statale 12 dell’Abetone e del Brennero, e di un altro della provinciale tra Asciano e San Giuliano Terme. Intanto a San Giuliano Terme sono stati allestiti due centri di accoglienza per le persone sfollate.