È morto a 79 anni lo scienziato e imprenditore statunitense J. Craig Venter, tra gli autori del primo sequenziamento del genoma umano

.(AP Photo/Michel Euler)
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Mercoledì è morto a San Diego, in California, John Craig Venter, imprenditore e scienziato noto soprattutto per uno dei primi sequenziamenti del genoma umano, che realizzò nel 2000 attraverso una società da lui fondata, Celera. Venter aveva 79 anni e aveva un tumore. Il sequenziamento del genoma umano è il processo con cui si decifra il DNA, il codice genetico umano, determinando l’ordine dei nucleotidi, cioè delle unità che lo compongono.

Quasi trent’anni fa, Venter divenne famoso per le sue dichiarazioni sullo Human Genome Project, il programma governativo statunitense da 3 miliardi di dollari che si era dato l’obiettivo di sequenziare il genoma umano. Disse che il progetto procedeva troppo a rilento e che c’erano soluzioni più rapide, e meno costose, per raggiungere il medesimo obiettivo. Annunciò quindi di voler anticipare il programma governativo con la sua società Celera, rafforzando la sua fama di scienziato e imprenditore audace, competitivo e temerario.

Utilizzando un metodo di sequenziamento complementare a quello dello Human Genome Project, ma meno accurato, Venter disse di essere riuscito nell’impresa, anche se in realtà all’epoca diverse parti del genoma erano già state sequenziate da altri e fu raggiunto poi un accordo con lo Human Genome Project per condividere il risultato. Il suo approccio stimolò comunque la ricerca ad accelerare alcuni progressi, portando infine all’attesa prima mappa del genoma umano.

Venter si fece notare anche per avere annunciato la creazione di una sorta di forma di “vita artificiale”: nel 2010 realizzò un corredo genetico sintetico in laboratorio e lo sostituì a quello naturale di un batterio. Il microrganismo alimentato dal nuovo DNA iniziò a replicarsi dando vita a una nuova serie di proteine. La scoperta aprì nuove frontiere non solo dal punto di vista scientifico ma anche bioetico (la bioetica è la branca che studia le questioni etiche e morali attorno alla scienza), perché poneva l’umanità come creatrice stessa della vita, motivo per cui in quel periodo Venter fu variamente raccontato come “l’uomo che sfidò Dio” e altre formule simili.