In Canada i familiari delle vittime della strage di Tumbler Ridge hanno fatto causa a OpenAI

Il memoriale per le vittime della strage di Tumbler Ridge in Canada (Christinne Muschi/Ansa)
Il memoriale per le vittime della strage di Tumbler Ridge in Canada (Christinne Muschi/Ansa)

Sette famiglie di persone uccise o ferite nella sparatoria avvenuta a febbraio a Tumbler Ridge, in Canada, hanno fatto causa a OpenAI, la società che ha sviluppato ChatGPT, e al suo amministratore delegato Sam Altman. Accusano l’azienda e alcuni dirigenti di aver ignorato le interazioni ritenute preoccupanti tra ChatGPT e Jesse Van Rootselaar, la persona 18enne che ha ucciso otto persone con un’arma da fuoco e poi si è suicidata (Van Rootselaar era nata maschio ma si identificava nel genere femminile).

OpenAI stessa aveva rilevato una reiterazione di attività violente nell’account di Van Rootselaar, tanto che lo avevo sospeso nel giugno del 2025. Dopo alcune valutazioni aveva però deciso di non segnalarlo alla polizia canadese, perché secondo la società l’attività dell’account non lasciava presagire un rischio imminente per l’incolumità di altre persone, che è il criterio con cui OpenAI decide se far scattare la segnalazione dei propri utenti alle forze dell’ordine.

In una delle denunce depositate martedì in un tribunale della California si sostiene che un team interno di sicurezza di OpenAI avesse segnalato le conversazioni e raccomandato di informare la polizia, ma che la dirigenza avrebbe bloccato la decisione. In un’altra si dice che l’azienda ha dato informazioni fuorvianti sul blocco dell’account di Van Rootselaar, e che Van Rootselaar ne avrebbe creato un altro con cui avrebbe continuato a usare ChatGPT per pianificare l’attacco.

Contattata da BBC News, OpenAI ha respinto tutte le accuse. La scorsa settimana Altman si è comunque scusato con i familiari delle vittime per non aver «allertato le forze dell’ordine», mentre un portavoce dell’azienda ha detto che sono già state rafforzate le misure di sicurezza, in particolare nella valutazione e gestione delle potenziali minacce di violenza.

Durante l’attacco Van Rootselaar aveva ucciso prima sua madre e suo fratello all’interno del residence nel quale vivevano. Poi si era spostata nella scuola media e superiore lì vicino, e aveva ucciso cinque studenti tra i 12 e i 13 anni e un’insegnante di 39 anni. Altre venti persone erano state ferite. Le sue motivazioni non sono ancora state chiarite.

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