Ora il governo italiano vuole ottenere un risarcimento per l’incendio di Crans-Montana

Una foto del bar Le Constellation di Crans-Montana dopo l'incendio di Capodanno (Ansa)
Una foto del bar Le Constellation di Crans-Montana dopo l'incendio di Capodanno (Ansa)

Mercoledì il governo italiano ha depositato l’atto per costituirsi parte civile nel processo sulla strage di Crans-Montana in Svizzera a Capodanno, quando un incendio divampò nel bar “Le Constellation” causando 41 morti, tra cui sei persone italiane, e 115 feriti: significa che vuole chiedere un risarcimento, ritenendosi danneggiato dalla vicenda.

In Svizzera la richiesta di risarcimento danni in un processo funziona in modo un po’ diverso dall’Italia. Non ci si costituisce “parte civile” – cosa che in Italia va fatta a processo già iniziato – ma come “accusatore privato”, e lo si può fare già durante la fase delle indagini preliminari (infatti sulla strage di Crans-Montana ancora non è stato aperto un processo).

È comunque difficile che la procura svizzera accolga la richiesta italiana. L’avvocato ed ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi aveva spiegato alla Radiotelevisione svizzera che «per essere ammessi come accusatore privato occorre aver subìto un danno diretto», una condizione che nel caso dello Stato italiano potrebbe essere complicata da dimostrare. In un precedente simile, infatti, il comune di Crans-Montana aveva chiesto di costituirsi parte civile nel processo, e la richiesta era stata respinta dal tribunale cantonale perché il danno subito era stato considerato indiretto. Il governo sostiene che sia stato arrecato un danno diretto alle risorse dello Stato italiano, perché nei giorni successivi alla strage erano stati spesi molti soldi per mobilitare la Protezione civile e per tutte le forme di assistenza.

La decisione del governo è stata comunicata dopo che le autorità svizzere avevano chiesto all’Italia un rimborso per le cure prestate a tre ragazzi ricoverati in Svizzera dopo l’incendio (una richiesta ordinaria, per come funzionano le leggi svizzere). Fin dai giorni successivi alla strage, il governo italiano ha cercato di avere un ruolo rilevante nella gestione della vicenda, che in Italia era stata molto seguita. Tra le iniziative più evidenti c’era stato il richiamo dell’ambasciatore italiano in Svizzera, accompagnato dalla richiesta di una maggiore collaborazione con la magistratura svizzera, che era poi stata accolta.