Una Corte d’appello della Corea del Sud ha aumentato da cinque a sette anni una delle pene dell’ex presidente Yoon Suk-yeol

Una foto di Yoon Suk-yeol (AP Photo/Lee Jin-man)
Una foto di Yoon Suk-yeol (AP Photo/Lee Jin-man)

Una Corte d’appello della Corea del Sud ha innalzato da cinque a sette anni la pena nei confronti dell’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, accusato di vari reati legati al suo tentativo di imporre la legge marziale nel dicembre del 2024. La pena aumentata è quella relativa alla condanna per il tentativo di ostacolare il proprio arresto a gennaio del 2025, quando si era barricato nella sua residenza e aveva ordinato alle guardie presidenziali di impedire alla polizia di eseguire un mandato disposto da un tribunale di Seul. A febbraio Yoon era stato condannato all’ergastolo in un processo separato, ma riguardante sempre la legge marziale, con le accuse di aver guidato un’insurrezione e di abuso di potere.

La Corte d’appello ha anche confermato le altre condanne decise dal tribunale di primo grado riguardo alle accuse di non aver consultato tutti i membri del governo prima di imporre la legge marziale e di aver ordinato la redazione e poi la distruzione di un documento falso. Ha inoltre annullato l’assoluzione in primo grado per abuso di potere, accusando Yoon Suk-yeol di aver diffuso dichiarazioni false alla stampa sulla sua decisione. Lui e i suoi avvocati hanno detto che faranno ricorso alla Corte Suprema.

Yoon è un esponente del Partito del Potere Popolare, di orientamento conservatore, ed era stato eletto nel 2022. Il 3 dicembre 2024 aveva annunciato in modo inaspettato l’imposizione della legge marziale, che però durò poco meno di sei ore perché tutte le forze politiche in parlamento (compreso il partito di Yoon) votarono per annullare la misura. Pochi giorni dopo Yoon venne sospeso dal ruolo di presidente, da cui fu definitivamente rimosso ad aprile. Yoon si è sempre difeso sostenendo che la legge marziale fosse un tentativo di contrastare l’ostruzionismo dell’opposizione guidata dal Partito Democratico (di centrosinistra, di cui fa parte il nuovo presidente Lee Jae-myung).