È stato arrestato il principale sospettato di uno dei più efferati massacri di civili del regime di Assad in Siria

Il ministero dell’Interno siriano ha annunciato l’arresto di Amjad Youssef, ex funzionario dell’intelligence militare del regime di Bashar al Assad. Youssef è accusato di aver guidato il massacro di civili compiuto nell’aprile del 2013 nel quartiere di Tadamon a Damasco, la capitale del paese, durante il quale più di 288 persone furono uccise in una fossa comune.
Youssef è stato arrestato a circa 50 chilometri da Hama, nella Siria centro-occidentale. Il ministero dell’Interno ha diffuso una foto in cui Youssef indossa un’uniforme carceraria a righe, mentre sui social circolano video che lo mostrano inginocchiato e col volto insanguinato, mentre viene insultato.
Nell’aprile del 2022 il Guardian aveva pubblicato due video che mostravano Youssef minacciare con un’arma degli uomini bendati, costringerli a entrare in una fossa nel quartiere di Tadamon e poi sparare loro.
I video erano stati scoperti nel 2019 da una recluta dell’esercito siriano. Li aveva trovati su un computer portatile che gli era stato dato in custodia e che apparteneva a uno dei membri della sezione 227, il corpo di cui faceva parte anche Youssef. Poi li aveva consegnati a un attivista dell’opposizione siriana che viveva in Francia, che a sua volta li aveva inoltrati a due ricercatori dell’università di Amsterdam, Uğur Ümit Üngör e Annsar Shahhoud. Quest’ultima era riuscita a entrare in contatto con Youssef creando un finto profilo su Facebook. Si finse una sostenitrice del regime, diventò amica di Youssef e riuscì a ottenere la sua fiducia, fino a fargli confessare il massacro.


