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  • Mercoledì 22 aprile 2026

Le indagini sulla morte del bambino rimasto incastrato in una piscina, vicino a Latina

Come in un caso simile avvenuto dieci giorni fa, mancava la griglia che copre il bocchettone di aspirazione dell'acqua

Il complesso termale in cui è morto il bambino (da Google Maps)
Il complesso termale in cui è morto il bambino (da Google Maps)
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La procura di Cassino, nel Lazio, ha avviato un’indagine contro quattro persone per la morte di Gabriele Ubaldo Petrucci, un bambino di sette anni che sabato è annegato in una piscina termale vicino a Latina. L’ipotesi più plausibile è che il bambino sia stato risucchiato dal bocchettone di aspirazione della piscina, che era privo della griglia di protezione. Nei prossimi giorni è prevista l’autopsia sul corpo del bambino.

È il secondo caso simile in dieci giorni: a metà aprile il dodicenne Matteo Brandimarti era morto annegato in una piscina a idromassaggio di un albergo di Pennabilli, vicino a Rimini, dopo essere stato risucchiato dal sistema di aspirazione. Anche in quel caso l’ipotesi ritenuta più probabile è che mancasse la griglia di protezione del bocchettone. Nel 2023 un altro bambino, Stephan Bakanev, di otto anni, era morto nello stesso modo in una piscina delle terme di Cretone, a una trentina di chilometri da Roma.

Petrucci è morto alle Terme Vescine di Castelforte, a sud di Latina, una struttura con piscine termali, due ristoranti e un albergo a quattro stelle. I genitori di Petrucci avevano deciso di andarci per festeggiare il compleanno del figlio, che due giorni prima di morire aveva compiuto sette anni.

È stato il padre di Petrucci, Antonello, un commercialista romano di 60 anni, a soccorrere per primo il bambino. Antonello Petrucci ha raccontato di aver visto il figlio muoversi in maniera strana sott’acqua e di essersi tuffato a sua volta per tirarlo fuori. Ma il bambino aveva un braccio incastrato nel bocchettone della piscina che gli impediva di risalire a galla, e il padre non è riuscito a disincastrarlo. Altre tre persone hanno provato ad aiutarlo senza successo. Alla fine il bambino è stato tolto dal bocchettone e tirato fuori dall’acqua, privo di sensi. Nel frattempo erano arrivati i soccorsi e sono stati fatti vari tentativi di rianimarlo, che non sono serviti.

Le quattro persone indagate dalla procura di Cassino sono accusate di omicidio colposo per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza nella manutenzione della vasca. Sono i due proprietari del complesso, padre e figlio, il titolare della società che si occupa della manutenzione e un operaio impiegato nella manutenzione. Secondo i primi accertamenti, la griglia di protezione del bocchettone è stata poi trovata fuori dalla piscina.

Di solito le piscine sono dotate di un sistema di filtrazione dell’acqua per mantenerla pulita senza doverla ripetutamente sostituire. Il sistema di filtrazione prevede l’aspirazione dell’acqua e la sua reimmissione nella vasca. Il bocchettone serve a questo, e le norme sulla sicurezza prevedono che sia dotato di un sistema di protezione, visto che aspira con forza.