L’Europol ha identificato una quarantina di bambini ucraini portati via con la forza dall’esercito russo

La sede dell'Europol all'Aia (AP Photo/Mike Corder, File)
La sede dell'Europol all'Aia (AP Photo/Mike Corder, File)

L’Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione Europea, ha coordinato un’operazione con cui sono stati identificati una quarantina di bambini ucraini portati via con la forza dalle loro case e trasportati in Russia, in Bielorussia e nelle regioni ucraine occupate dall’esercito russo durante l’invasione dell’Ucraina.

L’Europol ha condiviso dettagli sui bambini e le bambine in questione con le autorità ucraine per aiutare le indagini e permetterne il ritrovamento. Secondo il governo ucraino, i bambini e le bambine sottratte alle loro famiglie durante l’invasione russa, iniziata a febbraio del 2022, sarebbero oltre 19mila. La sottrazione di minori dalle famiglie può essere considerato un crimine di guerra.

L’operazione dell’Europol è stata condotta tra il 16 e il 17 aprile: ha coinvolto 40 esperti di intelligence provenienti da 18 paesi europei e la Corte penale internazionale. Le informazione riguardano le rotte attraverso cui i bambini e le bambine sono state portate via da casa loro, chi ha facilitato le operazioni (per esempio dirigenti di orfanotrofi, ma anche l’esercito russo), chi ha ricevuto i bambini portati via dall’Ucraina o sui luoghi in cui potrebbero trovarsi. Secondo l’Europol è possibile che i bambini ucraini sottratti alle famiglie siano stati impiegati nell’esercito russo durante l’invasione.