La Slovacchia farà un referendum per ripristinare l’incarico del procuratore speciale anticorruzione, abolito dal governo di Fico

Robert Fico ascolta la traduzione durante un incontro in Romania, lo scorso 27 marzo
Robert Fico ascolta la traduzione durante un incontro in Romania, lo scorso 27 marzo (AP Photo/Vadim Ghirda)

Il presidente slovacco Peter Pellegrini ha indetto per il 4 luglio un referendum sul ripristino dell’incarico del procuratore speciale anticorruzione, abolito dal governo populista di sinistra di Robert Fico nel contesto di una serie di riforme considerate repressive, e di un indebolimento dei poteri di vigilanza sulla politica. Il referendum riguarderà anche l’abolizione del vitalizio per gli ex primi ministri che abbiano fatto almeno due mandati.

Il referendum è stato convocato perché una petizione dei Democratici, un partito europeista dell’opposizione che non ha seggi in parlamento, ha superato le 350mila firme, il requisito per chiederne uno. Pellegrini però non ha incluso nel referendum la principale richiesta degli organizzatori, ossia esprimersi sul rendere possibili le elezioni anticipate, che non sono previste dalla Costituzione. Nel 2023 un referendum analogo non aveva raggiunto il quorum, come tutti gli altri della storia slovacca tranne quello del 2003 per aderire all’Unione Europea.

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Pellegrini è un amico-nemico di Fico, con cui litiga periodicamente nonostante provenga dalla stessa area politica, e il referendum verrà considerato un test sulla popolarità di Fico, specie per il quesito sul ripristino del procuratore che coordinava l’agenzia nazionale anticrimine (NAKA). Lo tocca anche la questione del vitalizio, perché era stato introdotto sempre dal suo governo. Contro Fico, in carica dal 2023, in questi anni ci sono state numerose proteste, specie per la sua vicinanza alla Russia.