Dormire con un cerotto sulla bocca fa bene alla salute?
Cosa dice la scienza di una cosa che si vede spesso sui social e che molti dicono che fa dormire meglio, smettere di russare e avere un alito meno puzzolente

Dormire con un cerotto o del nastro adesivo sulla bocca (in inglese mouth tape) è diventato in pochi anni un trend popolare sui social media. Secondo alcune stime, il mercato del mouth taping vale centinaia di milioni di dollari ed è prevista una crescita di circa il 10% ogni anno fino al 2030. Su TikTok gli utenti raccontano che da quando dormono con un cerotto sulla bocca si svegliano più riposati, russano meno, hanno un alito meno puzzolente e persino una linea della mascella più definita.
Anche molti sportivi lo usano. Adam Burgess, medaglia d’argento di canoa alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha detto che senza cerotti per la bocca ed esercizi di respirazione forse non sarebbe neanche riuscito a salire su una barca. La tennista Iga Świątek e il golfista Ryan McCormick sono stati fotografati con un cerotto sulle labbra persino durante allenamenti e gare. All’origine della diffusione di questi cerotti c’è una consapevolezza ben documentata, e cioè che respirare solo dal naso può far bene alla salute. Questo però non significa che dormire con i cerotti sulla bocca sia salutare sempre e per tutti: i medici e la letteratura scientifica infatti sono molto cauti.
Lo scopo principale per cui vengono usati i cerotti per la bocca è ridurre le apnee del sonno e dormire meglio. Le apnee notturne sono molto comuni: in Italia, si stima che ne soffrano 24 milioni di persone. Il tipo più frequente di apnea notturna è quella ostruttiva, che si verifica cioè quando qualcosa blocca il flusso d’aria nelle vie aeree superiori durante il sonno, come allergie, deviazioni del setto o infiammazioni croniche.
– Leggi anche: La promettente pillola sperimentale contro le apnee notturne
Potremmo aspettarci che respirando sia dal naso che dalla bocca, e quindi lasciando passare più aria, si riduca il rischio di apnea. Succede invece il contrario. Immaginiamo di aspirare attraverso un tubicino di gomma morbida: più si aspira, più il tubo tende a schiacciarsi. La faringe funziona così: è fatta di muscoli e tessuti molli, quindi la sua apertura dipende anche dal flusso d’aria. Se il flusso è troppo forte, come accade quando inspiriamo molta aria dalla bocca, le pareti si avvicinano e il canale si restringe. In uno spazio più stretto l’aria accelera e mette in vibrazione i tessuti molli: sono loro che sentiamo quando qualcuno russa. Se il restringimento aumenta, si arriva all’apnea. Nella respirazione nasale, invece, il flusso d’aria è più controllato ed è per questo che può aiutare con le patologie del sonno.
Già negli anni Cinquanta il fisiologo ucraino Konstantin Buteyko aveva proposto che molte condizioni croniche fossero legate a un’eccessiva ventilazione. Aveva iniziato a raccomandare ai pazienti una respirazione più lenta e prevalentemente nasale, anche ricorrendo a cerotti sulla bocca. Il metodo fu poi studiato e applicato nell’Unione Sovietica. Decenni dopo, è diventato popolare con Breath: The New Science of a Lost Art, il bestseller del giornalista scientifico James Nestor pubblicato nel 2020.
Nestor ha raccontato di un esperimento a cui si era autosottoposto. Per dieci giorni si era sigillato le narici con del silicone, in modo da costringersi a respirare solo dalla bocca; per altri dieci aveva invece respirato prevalentemente dal naso, usando dei cerotti. Durante la fase in cui respirava solo dalla bocca, riportò Nestor, la sua pressione arteriosa era aumentata, c’erano stati episodi di apnea notturna e aveva russato molto di più. Effetti che erano spariti tornando a respirare dal naso. Come ha riconosciuto lo stesso Nestor, però, si trattava di un caso aneddotico e non di una prova con valore statistico.
La respirazione nasale ha altri vantaggi: quando l’aria entra dal naso viene filtrata dalle ciglia e dalla mucosa, che intrappolano polveri, allergeni e patogeni prima che raggiungano i polmoni. Viene anche umidificata e riscaldata fino a circa 37°C, riducendo l’irritazione dei bronchi. Passando nelle cavità nasali, che comunicano con i seni paranasali, l’aria si mescola con una piccola quantità di ossido nitrico, prodotto proprio in quelle cavità. Questo gas arriva ai polmoni e lì agisce come vasodilatatore: rilassa i capillari e aiuta a distribuire meglio il flusso sanguigno. È uno dei motivi per cui respirare dal naso contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa e a migliorare le prestazioni atletiche.
Ci sono anche effetti positivi sulla salute orale. Durante il sonno infatti la produzione di saliva si riduce. Se la bocca resta aperta, diventa più acida e aumenta la secchezza orale: tutte condizioni favorevoli alla proliferazione batterica e a un maggior rischio di carie e alitosi.
Tuttavia la conclusione a cui è arrivata la revisione più aggiornata di studi sull’efficacia del mouth taping, pubblicata nel maggio del 2025 su PLOS ONE, è che gli effetti sono minimi, incerti o potenzialmente controproducenti.
Chi lo difende cita di solito uno studio taiwanese del 2022 pubblicato sulla rivista Healthcare, che ha seguito 20 pazienti. Dopo l’applicazione del cerotto, 13 di loro russavano di meno e avevano meno apnee. Però il campione era esiguo e includeva solo pazienti con apnea ostruttiva lieve, che tolleravano il cerotto. Inoltre, ai pazienti venivano curate eventuali ostruzioni nasali prima dell’esperimento. La revisione del 2025 ha sottolineato come gli studi di questo tipo tendessero a escludere i soggetti con ostruzione nasale, cioè proprio quelli che solitamente dormono con la bocca aperta e che per questo ricorrono al cerotto.
Provare a forzare la respirazione dal naso usando un cerotto sulla bocca può infatti peggiorare le cose se il naso è ostruito. Lo studio più recente che ha coinvolto persone con apnea ostruttiva è stato pubblicato nel novembre del 2024 su JAMA Otolaryngology, e si è osservato che, nei pazienti che respiravano molto dalla bocca, il cerotto riduceva troppo il flusso d’aria. Un altro studio, pubblicato nel 2023 sulla rivista Nature and Science of Sleep da un gruppo taiwanese, ha mostrato cosa succede nei casi peggiori: le guance si gonfiano verso l’esterno durante l’espirazione, perché il corpo cerca di espellere aria dalla bocca anche se è chiusa. Gli autori hanno chiamato questo fenomeno mouth puffing. Più era marcato, più l’apnea era grave.
La respirazione orale cronica, infine, nei bambini può davvero portare a una diversa struttura del viso durante la crescita, alterando la posizione del palato, l’allineamento dei denti o la forma della mandibola. Anche per questo è importante valutare e trattare precocemente le cause dell’ostruzione nasale. Negli adulti, invece, lo scheletro è già formato e non ci sono prove scientifiche che l’uso di cerotti per la bocca durante il sonno riesca a cambiare la conformazione del viso. Anche se il mouth taping riuscisse a stimolare una respirazione dal naso, quindi, l’idea di un “face lifting” per gli adulti non è supportata da prove scientifiche e viene usata solo a scopo di marketing.
Generalmente infatti questi cerotti non sono in commercio come dispositivi medici ma come prodotti per il benessere: questo permette a chi li produce di non dover rispettare requisiti stringenti, obblighi di sperimentazioni cliniche o controlli dopo la messa in vendita, e di poterli pubblicizzare un po’ come vuole.
Dormire col cerotto sulla bocca, in definitiva, può essere una buona idea per alcuni, ma per scoprirlo è bene chiedere consiglio al proprio medico.



