Un soldato francese della missione delle Nazioni Unite è stato ucciso in Libano

Un soldato francese che faceva parte della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Libano (anche chiamata con la sigla UNIFIL) è stato ucciso in un attacco nel sud del paese. Altri tre soldati dell’UNIFIL sono stati feriti nell’attacco, due dei quali in modo grave (non si sa la nazionalità). Il presidente francese Emmanuel Macron ha attribuito la responsabilità al gruppo politico e militare libanese Hezbollah, che in teoria dovrebbe rispettare il cessate il fuoco in vigore con Israele fino al 26 aprile. Hezbollah ha negato di essere coinvolto nell’attacco.
UNIFIL opera vicino al confine tra Israele e Libano con lo scopo di garantirne il rispetto e di cercare di ottenere una tregua stabile tra i due paesi. È una zona di frequenti attacchi reciproci tra l’esercito israeliano e Hezbollah, dove gli scontri sono diventati molto intensi dall’inizio della guerra in Medio Oriente. La missione UNIFIL fu istituita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 1978 e da allora rinnovata più volte: oggi impegna circa 10mila soldati di 47 paesi, compresa l’Italia.


