In Sudafrica uno dei leader dell’opposizione, Julius Malema, è stato condannato a cinque anni di carcere per possesso illegale di armi

Il leader dell’opposizione in Sudafrica Julius Malema è stato condannato a cinque anni di carcere per possesso illegale di armi per aver sparato in aria con un fucile durante un evento politico del suo partito, l’Economic Freedom Fighters (EFF), nel 2018. Per questa vicenda Malema era stato giudicato colpevole a ottobre: farà però ricorso contro la sentenza e quindi non andrà subito in carcere.
Malema è uno dei politici più influenti del Sudafrica. Non è chiaro però se ora potrà restare in parlamento, perché una legge impedisce di ricoprire cariche parlamentari a chi viene condannato a più di 12 mesi di carcere.
L’EFF è un partito politico filo-marxista e anticapitalista, che alle elezioni del 2024 aveva preso meno del 10 per cento dei voti e non fa parte della coalizione al governo. Malema lo aveva fondato nel 2013 dopo essere stato estromesso per le sue posizioni provocatorie e radicali dall’African National Congress (ANC), il partito che governa ininterrottamente il Sudafrica dalla fine dell’apartheid. Era dell’ANC il primo presidente del paese, Nelson Mandela, e lo è anche l’attuale, Cyril Ramaphosa. Tra le altre cose, Julius Malema è un forte sostenitore della redistribuzione delle terre di proprietà dei bianchi alle persone nere.
Il caso contro di lui era stato aperto con una causa avviata dall’AfriForum, un’organizzazione per la difesa dei diritti degli afrikaner, ossia le persone appartenenti a una delle popolazioni che compongono la minoranza bianca del Sudafrica, dopo che era circolato molto un video in cui si vedeva appunto Malema sparare in aria diversi colpi con un fucile semiautomatico. Durante il processo Malema ha detto che l’arma era un giocattolo e di averla comunque usata solo per entusiasmare le persone all’evento.
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