Perché la prima serata comincia sempre più tardi
Ben oltre le nove e mezza e a volte attorno alle dieci, finendo a orari in cui molti sono già andati a letto: naturalmente non è casuale

La scorsa settimana il produttore televisivo Carlo Degli Esposti ha pubblicato un appello su Repubblica per chiedere a Rai e Mediaset, le due principali reti televisive italiane, di far cominciare i programmi della cosiddetta prima serata non oltre le 21:30. L’appello riguarda un tema che negli ultimi mesi è stato ampiamente commentato anche da altri addetti ai lavori: i due quiz più seguiti delle emittenti, rispettivamente Affari tuoi su Rai 1 (il cosiddetto “gioco dei pacchi”) e La ruota della fortuna su Canale 5, finiscono troppo tardi, facendo iniziare in ritardo i programmi che vengono dopo.
Nel gergo televisivo, l’espressione “prima serata” indica la fascia oraria compresa tra le 21:30 e le 23:30/mezzanotte. Affari tuoi e La ruota della fortuna invece vanno in onda nella fascia oraria precedente, quella del cosiddetto access prime time, subito dopo i telegiornali delle 20. Negli ultimi anni questi programmi hanno aumentato sensibilmente la loro durata, passando da 40 minuti a un’ora. E capita spesso che vadano avanti anche oltre quel termine, per farsi concorrenza tra loro e ottenere ascolti più alti.
«Come si possono seguire programmi che chiudono dopo la mezzanotte? L’allungamento e il progressivo ritardo del prime time non sono più accettabili. Il pubblico è stanco», ha scritto Degli Esposti, che è stato produttore di serie come Il commissario Montalbano e Call My Agent – Italia, e ha intitolato il suo appello Salviamo il sonno degli italiani.

Stefano De Martino durante una puntata di Affari tuoi, 13 febbraio 2026 (ANSA/ANGELO CARCONI)
Fino a qualche tempo fa la prima serata era considerata la fascia oraria più importante dei palinsesti televisivi: quella che riuniva le famiglie davanti alla televisione dopo cena. Oggi però la sua rilevanza è molto diminuita, e Rai e Mediaset stanno puntando sempre di più sull’access prime time: per la media di share più alta che riesce a garantire, e per gli investimenti pubblicitari più profittevoli che genera di conseguenza.
Per dare l’idea, lunedì la fiction della prima serata di Rai 1 La buona stella ha avuto in media 2.768.000 spettatori. Appena prima, nell’access prime time, Affari tuoi aveva superato i cinque milioni. Sempre lunedì su Canale 5 La ruota della fortuna è stato visto da 5.578.000 persone, qualche centinaio di migliaia in più di Affari tuoi, mentre in prima serata le prime due puntate della nuova stagione dei Cesaroni sono state viste da 3.486.000 spettatori.
Francesco Siliato, analista della società di analisi dei media Studio Frasi, ha spiegato al Sole 24 Ore che l’erosione della prima serata da parte dell’access prime time è una tendenza cominciata già una quindicina d’anni fa. I conti tornano. Per esempio, nell’inverno del 2010 Affari tuoi andava in onda tra le 20:35 e le 21:15. Nel 2019 Soliti ignoti (il programma che aveva sostituito Affari tuoi in quella fascia oraria) veniva trasmesso tra le 20:35 e le 21:25. Ora Affari tuoi comincia sempre allo stesso orario, ma finisce alle 21:30, con quindici minuti di trasmissione in più rispetto a quindici anni fa.
Secondo Siliato, anche se era già una tendenza consolidata, la prevalenza dell’access prime time nei confronti della prima serata è diventata molto più marcata a partire dall’anno scorso. Mediaset infatti ha scelto di dare alla Ruota della fortuna dieci minuti in più rispetto all’orario standard dell’access prime time: il programma inizia alle 20:39 e finisce alle 21:40. La Rai a quel punto si è adeguata alla concorrenza, prolungando la durata delle normali puntate di Affari tuoi fino alle 21:40 per non lasciare uno spazio libero di 10 minuti alla concorrenza. Anche La ruota della fortuna però sfora, e di fatto finisce sempre attorno alle 21:50.
Tra settembre e novembre dell’anno scorso capitava anche che le puntate finissero intorno alle 22: un orario che fino a qualche anno fa veniva considerato prima serata inoltrata. La competizione tra Mediaset e Rai per gli ascolti dell’access prime time è diventata particolarmente agguerrita a partire dallo scorso autunno, quando La ruota della fortuna (condotto da Gerry Scotti) aveva dimostrato di riuscire a competere con lo share di Affari tuoi (condotto da Stefano De Martino), storicamente il programma più seguito in quella fascia oraria.
Nel suo appello Degli Esposti ha aggiunto anche che l’allungamento dell’access prime time sta incidendo sulla qualità del lavoro degli sceneggiatori, che scrivono storie più banali e prevedibili per non perdere l’attenzione del pubblico in un orario in cui è più stanco.

Pier Silvio Berlusconi si complimenta con Gerry Scotti per lo share (canale YouTube di Mediaset Infinity)
Claudio Plazzotta di Italia Oggi ha raccontato inoltre come, agli inizi degli anni Dieci, l’allungamento dei quiz dell’access prime time tolse spazio soprattutto ai programmi della cosiddetta “seconda serata” (che comincia tra le 23 e mezzanotte), solitamente dedicati ad approfondimenti giornalistici, documentari o satira. Nell’ultimo decennio queste trasmissioni hanno perso progressivamente spazio, e sono diventate oggetto di frequenti spostamenti in palinsesto o cessazioni. A giugno per esempio la Rai aveva annunciato la chiusura di tutti i programmi di seconda serata con uno share inferiore al 3 per cento.
All’origine di tutto c’è il grosso cambiamento culturale nelle abitudini portato dalla diffusione delle piattaforme di streaming. Le fiction e i programmi di prima serata sono meno seguiti di un tempo perché competono con un’offerta sterminata di contenuti on demand, peraltro anche delle stesse emittenti televisive, che con RaiPlay e Mediaset Infinity offrono i loro cataloghi gratuitamente online.
La televisione ha assunto un posto molto diverso nella quotidianità delle persone: sempre più spesso viene accesa come sottofondo mentre si fa altro e in questo senso i quiz dell’access prime time sono intrattenimenti perfetti per l’orario in cui si cucina e si consuma la cena. Secondo Davide Maggio, direttore e fondatore di uno dei siti di televisione più seguiti in Italia, «non è la prima serata a partire tardi, è l’access ad essere il nuovo prime time».
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