In Sicilia gli autotrasportatori stanno scioperando contro i rincari del carburante

Lo sbarco di un camion da una nave nel porto di Catania, in Sicilia (Fabrizio Villa/Getty Images)
Lo sbarco di un camion da una nave nel porto di Catania, in Sicilia (Fabrizio Villa/Getty Images)

A partire dalla mezzanotte tra lunedì e martedì in Sicilia gli autotrasportatori hanno interrotto le operazioni di carico e scarico dei rimorchi dalle navi, per protestare contro i rincari dei prezzi del carburante, provocati dalla guerra in Medio Oriente. L’obiettivo dello sciopero è bloccare l’arrivo di merci verso la grande distribuzione e verso i supermercati (che in Sicilia avviene quasi esclusivamente tramite il trasporto su strada) per spingere il governo e le amministrazioni a trovare una soluzione per mitigare il rialzo dei prezzi.

Lo sciopero, che dovrebbe durare fino a sabato 18 aprile, è stato indetto dal Comitato trasporto siciliano, che rappresenta i più importanti operatori logistici dell’isola. Sono invece contrari al blocco gli autotrasportatori della Cna, un’altra organizzazione di rappresentanza.

La proposta presentata dai rappresentati del Comitato è che il ministero dell’Economia utilizzi i proventi derivati dal pagamento dell’ETS (una sorta di tassa imposta dall’Unione Europea per le attività considerate inquinanti) da parte delle imprese siciliane e sarde per finanziare qualche tipo di agevolazione alle aziende di trasporto.