Un po’ di video dal Coachella 2026

Hanno suonato Sabrina Carpenter, Justin Bieber, Strokes, XX e Moby, tra gli altri; e al solito c'erano migliaia di influencer

Justin Bieber al Coachella 2026 (Kevin Mazur/Getty)
Justin Bieber al Coachella 2026 (Kevin Mazur/Getty)
Caricamento player

Domenica è finito il primo dei due weekend del Coachella Valley Music and Arts Festival, o semplicemente Coachella, festival musicale che si svolge ogni anno a Indio, una città della California a circa 200 chilometri da Los Angeles, e che è probabilmente il più famoso al mondo insieme a quello inglese di Glastonbury. Come al solito ha generato una curiosità enorme per via del gran numero di artisti internazionali coinvolti, delle molte iniziative promozionali e di un paio di ritorni attesi. E come al solito ha ricevuto molte critiche per via del prezzo dei biglietti, costosissimi e spesso acquistati a rate, e della presenza di migliaia di influencer.

Gli headliner (cioè i musicisti di maggiore richiamo del main stage, il palco principale) di questa edizione erano la popstar statunitense Sabrina Carpenter, che nell’ultimo anno ha fatto parlare di sé anche per una copertina che ha generato un discreto putiferio; Justin Bieber, famosissimo cantante canadese che nel 2025 era tornato col suo primo disco dopo quattro anni; e Karol G, una delle più longeve cantanti di reggaeton colombiane.

Una delle esibizioni più commentate è stata proprio quella di Bieber, che si è presentato sul palco con uno sgabello e un computer portatile e nella prima parte del concerto ha fatto partire su YouTube i video delle sue prime canzoni e di alcuni momenti celebri di inizio carriera, come quella volta in cui andò a sbattere contro una porta a vetri in Germania. C’è chi l’ha descritta come una scelta svogliata e incomprensibile, citando polemicamente l’enorme retribuzione che Bieber ha ricevuto dal festival (10 milioni di dollari), e chi invece l’ha trovata molto efficace e in linea con le aspettative dei fan di Bieber, che impazziscono per tutto ciò che fa e sono morbosamente interessati alla sua vita privata.

Un’altra esibizione molto attesa era quella del gruppo indie rock statunitense degli Strokes, che a giugno pubblicherà un nuovo album in studio (Reality Awaits) dopo 6 anni.

Hanno suonato anche i Geese, band di ventenni newyorkesi che nel 2025 aveva ottenuto enormi attenzioni grazie al successo dell’album Getting Killed, apprezzato dalla critica in un modo trasversale e ormai raro per un gruppo rock.

È stato molto commentato anche il breve set degli XX, gruppo indie pop inglese che ebbe un momento di enorme fama nella seconda metà degli anni Duemila e che da qualche tempo è tornato di moda grazie al cosiddetto Y2K, un’operazione di recupero nostalgico che celebra i consumi culturali e l’estetica di quel periodo.

Sabato pomeriggio il concerto del musicista statunitense Jack White ha chiuso le esibizioni del cosiddetto Mojave Stage, un palco più piccolo e solitamente dedicato ai gruppi rock, lo stesso su cui hanno suonato gli Interpol, Iggy Pop, Moby, i DEVO e Blood Orange, apprezzato musicista di R&B inglese che a detta di quasi tutte le riviste specializzate ha realizzato uno dei dischi migliori dello scorso anno.

All’Outdoor Theatre (un altro dei palchi del Coachella, quello per i concerti più “intimi”) hanno suonato invece il duo inglese di musica elettronica dei Disclosure, il fondatore dei Talking Heads David Byrne e il cantante R&B Dijon, come Blood Orange presente in molte delle liste dei dischi migliori del 2025.

C’erano anche Ethel Cain, una delle più famose cantanti dream pop degli ultimi anni, e i Nine Inch Noize, progetto collaborativo del gruppo di rock alternativo Nine Inch Nails e del dj tedesco Boys Noize.

Sabato pomeriggio il duo italiano di italodisco dei Mind Enterprises ha aperto i set al Sonora, il palco del Coachella dedicato alla musica dance ed elettronica.

Per anni il Coachella è stato un ritrovo sognato dagli appassionati di musica pop di tutto il mondo, ma da tempo la sua reputazione sta peggiorando, ed è sempre più noto come un luogo sfruttato da migliaia di influencer o aspiranti tali per produrre contenuti e accrescere il proprio seguito, senza nessun vero interesse per la musica suonata. Di solito gli influencer vengono contattati direttamente dagli organizzatori e dagli sponsor. Quando non succede sono loro stessi a chiedere un pass per l’evento, ufficialmente o pubblicando video in cui chiedono ai loro iscritti di farsi notare dagli organizzatori. Spesso ci riescono senza faticare troppo.

La tiktoker Cedoni Francis ha raccontato al New York Times che ormai, nel suo ambiente, rimanere esclusi dal Coachella viene percepito come una specie di fallimento personale. Ha definito il festival «l’Olimpiade degli influencer».

Questa tendenza ha reso le ultime edizioni del festival assai peggiori di un tempo, e la deriva sembra essere stata confermata dal weekend appena trascorso, che anche quest’anno è stato massacrato da molti critici e addetti ai lavori per i soliti motivi: gli eccessivi prezzi dei biglietti e di qualsiasi altra cosa venduta al festival, l’impreparazione degli steward, la difficoltà di trovare parcheggio e di spostarsi all’interno della struttura che ospita l’evento.

– Leggi anche: Gli influencer hanno rovinato il Coachella