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  • Domenica 12 aprile 2026

Le più importanti elezioni della storia recente dell’Ungheria

Oggi si vota per eleggere il parlamento: il primo ministro Viktor Orbán rischia di perdere, per la prima volta dopo 16 anni

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán durante un comizio elettorale (AP/Petr David Josek)
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán durante un comizio elettorale (AP/Petr David Josek)
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Domenica 12 aprile l’Ungheria avrà le elezioni più importanti della sua storia recente. Si vota per eleggere il parlamento, e per la prima volta da 16 anni il primo ministro Viktor Orbán, uno dei leader più filorussi e autoritari dell’Unione Europea, potrebbe non essere rieletto. I seggi apriranno molto presto, alle 6 di mattina, e chiuderanno alle 19. I primi risultati preliminari dovrebbero arrivare dopo le 20.

Da quando è stato eletto per la prima volta primo ministro, nel 2010, Orbán è sempre riuscito a vincere agilmente grazie al controllo che il suo partito, Fidesz, ha imposto sulle istituzioni e sui mezzi di comunicazione ungheresi. Orbán è stato aiutato anche dalle divisioni interne all’opposizione.

Questa volta però la situazione è diversa, soprattutto per la presenza di Péter Magyar, che in due anni è diventato il leader carismatico dell’opposizione e guida il partito Tisza. Molti sondaggi danno Tisza in vantaggio su Fidesz da mesi.

Magyar non ha idee molto diverse da Orbán: è anche lui un politico conservatore (dopotutto lui, e pure molti altri esponenti di Tisza, provengono da Fidesz). In campagna ha parlato soprattutto di due temi. Il primo è la corruzione di Orbán e di tanti altri importanti esponenti di Fidesz. Il secondo è il modo in cui Orbán e Fidesz hanno esteso il loro controllo su gran parte delle istituzioni pubbliche in Ungheria.

Péter Magyar durante una manifestazione a Budapest, il 15 marzo (AP/Denes Erdos)

Péter Magyar durante una manifestazione a Budapest, il 15 marzo (AP/Denes Erdos)

Magyar si presenta come l’unico che può sconfiggere Orbán, e tanti gli credono. Da mesi sta tenendo comizi in tutta l’Ungheria, e in generale attorno a lui c’è un clima di grande entusiasmo: venerdì 10 aprile a Budapest centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a un concerto contro il governo, uno dei più grandi della storia ungherese.

Diversi partiti dell’opposizione hanno anche deciso di ritirarsi dalle elezioni e hanno invitato i loro elettori a votare per Magyar, per aumentare le sue possibilità di vittoria.

Due sostenitrici di Magyar durante un concerto contro il governo, a Budapest, il 10 aprile (AP/Denes Erdos)

Due sostenitrici di Magyar durante un concerto contro il governo, a Budapest, il 10 aprile (AP/Denes Erdos)

Se Orbán dovesse perdere sarebbe un cambiamento importante, per l’Ungheria e non solo. In Ungheria Orbán e Fidesz negli ultimi 16 anni hanno accentrato molto potere, controllando i mezzi di informazione, il sistema giudiziario, e diversi organi fondamentali dello Stato. Per questo Magyar parla con insistenza della necessità di rovesciare il governo, per poi riformare le regole che hanno permesso a Fidesz di acquisire tanto potere.

Sarebbe però un cambiamento molto importante anche fuori dall’Ungheria, e in particolare nell’Unione Europea. Orbán infatti è uno dei primi ministri più sovranisti e filorussi d’Europa: spesso ha impedito di approvare aiuti e finanziamenti all’Ucraina, e in diverse occasioni ha ostacolato le decisioni dell’Unione. Sia il governo della Russia che quello degli Stati Uniti lo sostengono, sperando di avere un governo amico nell’Unione Europea.

Il primo ministro Viktor Orban a un evento elettorale a Szekesfehervar, il 10 aprile 2026 (AP/Petr David Josek)

Il primo ministro Viktor Orbán a un evento elettorale a Szekesfehervar, il 10 aprile 2026 (AP/Petr David Josek)

Magyar in generale viene considerato più filoeuropeo e meno vicino alla Russia di Orbán: lui però fino a qui ha preferito non esporsi troppo sui temi di politica estera, ed è molto difficile capire quanto le sue opinioni su questi temi siano diverse.

Al di là dei sondaggi e dell’ottimismo tra i sostenitori dell’opposizione, per Magyar vincere sarà difficile. Da anni l’Ungheria viene definita una «autocrazia elettorale», dove le elezioni ci sono ma non sono davvero eque. Fidesz è avvantaggiato dal fatto di controllare le istituzioni, e Orbán ha anche modificato la legge elettorale, ridisegnando le circoscrizioni e prevedendo un sistema di assegnazione dei seggi che favorisce il suo partito.

Se anche Magyar dovesse vincere le elezioni, avrebbe comunque il problema di riuscire a governare, e di riformare il sistema creato da Orbán, come promesso. Molte leggi fondamentali possono essere cambiate solo con il sostegno di due terzi del parlamento, e difficilmente Tisza riuscirà a raggiungere questa maggioranza. Inoltre, Orbán ha nominato diversi alleati in posizioni di rilievo: resteranno lì anche in caso di sconfitta di Fidesz, e verosimilmente renderanno la vita molto difficile a Magyar.