Teima Sohaib, accusato del femminicidio di Auriane Laisne nel 2024, è stato condannato a 25 anni di carcere

La Corte d’Assise di Aosta ha condannato a 25 anni di carcere Teima Sohaib, il 24enne di Fermo e residente a Grenoble accusato di aver ucciso nel 2024 la 22enne francese Auriane Nathalie Laisne. Il corpo della ragazza fu trovato il 5 aprile di quell’anno in una chiesetta del paese abbandonato di Equilivaz, in Valle d’Aosta. L’autopsia stabilì che fu uccisa con coltellate al collo e all’addome, e Sohaib venne arrestato pochi giorni dopo.
Sohaib aveva avuto una relazione con Laisne, e prima dell’omicidio c’erano stati episodi di violenza per cui in Francia gli era stato imposto un divieto di avvicinamento: il maggio successivo sarebbe dovuto iniziare un processo in cui era accusato di violenza domestica contro di lei. Nonostante il divieto e i controlli della polizia italiana alla frontiera, il 25 marzo i due erano riusciti a passare insieme il confine tra Francia e Italia per andare in Valle d’Aosta. Sohaib era stato arrestato dalla polizia francese e poi estradato in Italia, dove è tuttora detenuto.
Uno degli aspetti più discussi del caso fin da subito fu la possibilità che una collaborazione più efficace tra le autorità francesi e quelle italiane avrebbe potuto evitare il femminicidio. Visto che Sohaib era stato segnalato come persona ricercata in Francia, la polizia italiana avrebbe potuto verificare che stava viaggiando con l’ex compagna, nonostante il divieto di avvicinamento.
Il 26 marzo la polizia italiana aveva segnalato il controllo alle autorità francesi, tanto che la procura di Grenoble aveva aperto un’altra indagine contro Sohaib per violazione del divieto di avvicinamento. Non è però chiaro come poi intendesse procedere.
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