Il cosiddetto “decreto bollette” è stato approvato in via definitiva

Il cosiddetto “decreto bollette” è stato approvato in via definitiva: contiene una serie di misure per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas. La nuova norma prevede per il 2026 un contributo straordinario pari a 115 euro per la fornitura di energia elettrica in favore dei clienti domestici con un ISEE non superiore a 25mila euro (l’ISEE è l’indicatore che certifica la condizione economica di una famiglia). Sono previste anche riduzioni delle bollette delle utenze non domestiche e una serie di misure per favorire i contratti a lungo termine da fonti rinnovabili per l’energia elettrica. Durante l’iter del testo in parlamento è stato introdotto il divieto per le aziende di fare marketing per telefono per stipulare nuovi contratti di fornitura di energia elettrica e gas.
Negli ultimi mesi il governo aveva raccontato il decreto come una prima soluzione ai problemi del mercato, con un’ambizione eccessiva non solo rispetto a quello che poteva fare concretamente, dato che il mercato dell’energia è europeo e in gran parte sottoposto a regole europee, ma anche rispetto a cosa alla fine ne è uscito e ai soldi che ci ha messo. Non tutte le aziende sono contente delle misure: quelle energetiche, per esempio, visto che ci sono più tasse a loro carico; e quelle che si occupano esclusivamente di rinnovabili sostengono che, sebbene alcune misure vadano nella giusta direzione rispetto a quanto auspicato, non ci siano gli interventi strutturali di cui il settore ha bisogno. Per il Codacons, associazione che dovrebbe tutelare i diritti dei consumatori, il decreto è già «preistoria» perché le misure contenute al suo interno non sono in grado di risolvere il problema della crescita dei prezzi dell’energia.
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L’Italia è uno dei paesi europei dove per diverse ragioni l’energia costa di più: è un problema da sempre e per giunta accentuato dalla guerra in Ucraina, che ha aumentato il costo del gas, e dunque dell’elettricità (che si produce in buona parte ancora col gas).


