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  • Martedì 7 aprile 2026

Il nuovo, potentissimo presidente del Vietnam

To Lam era già il segretario del Partito Comunista: ora è anche il presidente del paese, cosa che gli permetterà di accentrare molto il potere

To Lam durante il giuramento come presidente del Vietnam ad Hanoi, 7 aprile 2026 (Duong Van Giang/VNA via AP)
To Lam durante il giuramento come presidente del Vietnam ad Hanoi, 7 aprile 2026 (Duong Van Giang/VNA via AP)
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Martedì il parlamento del Vietnam ha eletto all’unanimità come nuovo presidente del paese To Lam, che è anche il segretario attuale del Partito Comunista vietnamita. È una decisione notevole: il Vietnam non è un paese democratico (il Partito Comunista è l’unico riconosciuto dalla Costituzione), ma il fatto che adesso una sola persona ricopra sia il ruolo di presidente che quello di leader del partito è abbastanza insolito, e dà a To Lam un enorme potere personale.

Fino a questo momento infatti i due incarichi erano svolti da persone diverse, e le decisioni politiche tradizionalmente prese in maniera collegiale. Lam, che a gennaio era stato confermato per un secondo mandato come segretario del Partito, avrà un mandato presidenziale di cinque anni, che lo renderà il leader più potente degli ultimi decenni in Vietnam.

Sempre martedì l’Assemblea Nazionale ha eletto all’unanimità come nuovo primo ministro Le Minh Hung, ex governatore della banca centrale nazionale.

Il Vietnam era già un paese dove le libertà personali non vengono rispettate. Adesso il rischio è che il sistema diventi ancora più autoritario e più simile per esempio alla Cina, dove Xi Jinping è al tempo stesso segretario del Partito Comunista cinese e presidente della Repubblica.

Lam ha 68 anni, è diventato segretario generale nel 2024 ed è considerato da tempo una delle figure più potenti del Vietnam, che da decenni è governato dal Partito Comunista. Nell’ultimo anno e mezzo aveva già cercato di accentrare il potere attorno a sé, e la sua elezione era attesa.

In passato aveva approvato importanti riforme economiche, e favorito il settore privato. Ora, dopo essere stato eletto presidente, ha detto che il suo obiettivo è trasformare l’economia del Vietnam, che al momento si basa principalmente sulle esportazioni di prodotti a basso costo, introducendo un nuovo modello di crescita incentrato su scienza, tecnologia, innovazione e trasformazione digitale.

Nguyen Khac Giang, un esperto dell’istituto di ricerca sui paesi dell’Asia sud-orientale Yusof Ishak, di Singapore, ha spiegato all’agenzia Associated Press che il fatto che To Lam ricopra le due cariche più importanti del paese ora gli darà più potere per portare avanti le riforme. Questo però potrebbe anche essere un problema, perché rischia di permettergli di esercitare troppo potere.

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