Il governo prova a contrastare le recensioni false online

Sono entrate in vigore le nuove regole di cui si parla da tempo, ma per vederle applicate ci vorrà ancora un po'

Roma, 7 febbraio 2022 (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
Roma, 7 febbraio 2022 (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
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Con la legge sulle piccole e medie imprese del 2026 sono entrate in vigore anche nuove regole per contrastare le recensioni false e ingannevoli sulle piattaforme online che consigliano alberghi, bar e ristoranti. Si parlava di queste misure da quasi un anno e mezzo, durante il quale il governo aveva fatto diverse ipotesi su come poter regolare le recensioni online. Anche con le nuove regole la questione resterà complicata da risolvere, e in ogni caso ci vorrà del tempo per vederne i primi effetti: prima l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (anche nota come Antitrust) dovrà stilare delle linee guida per spiegare alle piattaforme come mettere in pratica le norme.

Il piano di contrasto alle recensioni false stabilisce in sostanza nuovi requisiti da rispettare affinché una recensione online venga considerata legittima. Per prima cosa dovrà essere pubblicata non oltre 30 giorni dalla data di utilizzo del prodotto o del servizio. Chi la scrive dovrà dimostrare di averne effettivamente e personalmente fruito, e di non aver ricevuto sconti, benefici o qualsiasi altro genere di vantaggio da parte del fornitore o dei suoi intermediari: per soddisfare questo requisito si è deciso che le recensioni dovranno essere accompagnate da una fattura o da una ricevuta fiscale.

Fornitori e intermediari potranno anche chiedere la rimozione delle recensioni ritenute non lecite segnalandole ai cosiddetti “hosting provider”, cioè i gestori delle piattaforme online. L’Antitrust si occuperà di indagare sulle eventuali violazioni e applicare le sanzioni, e svolgerà un controllo annuale sull’applicazione della legge e sul fenomeno della diffusione delle recensioni illecite, da riferire al parlamento.

Per rafforzare l’attività di contrasto, le associazioni rappresentative delle imprese della ristorazione e delle strutture del settore turistico potranno chiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatori (e quindi collaborare in qualche misura con l’Antitrust, anche se al momento non è chiaro come).

La legge dice anche che una recensione non sarà più «lecita» dopo due anni dalla pubblicazione, dal momento che perderà di attualità, ma non è chiaro se questo significherà che ogni recensione dovrà essere cancellata dai siti dopo due anni. Tutte le disposizioni contenute nella nuova legge comunque non si applicheranno alle recensioni già pubblicate alla data di entrata in vigore della norma, quindi al 7 aprile 2026.

Tutte le cose ancora da chiarire, non poche, sono rimesse alle linee guida dell’Antitrust: tra queste ci sono anche eventuali multe per chi dovesse violare le nuove regole, su cui al momento non ci sono indicazioni.

Le recensioni online false o ingannevoli hanno conseguenze negative su molti alberghi, bar e ristoranti, e quindi su molti piccoli e medi imprenditori italiani (motivo per cui le nuove norme sono state inserite proprio in questa legge): conseguenze amplificate dal modo in cui funzionano gli algoritmi nei sistemi di ricerca online da parte dei consumatori, sulle piattaforme che li consigliano.

Le recensioni ingannevoli sono per esempio quelle inserite nei portali da concorrenti dei locali o degli alberghi recensiti, che hanno l’obiettivo di scoraggiare i consumatori ad andare in un certo ristorante o albergo, favorendo invece la propria attività. Oppure sono recensioni positive ma manipolate e poco attendibili, perché chi le ha inserite ha ricevuto incentivi economici o rimborsi delle proprie spese: negli ultimi anni si è sviluppata quella che è stata definita «un’economia parallela» di siti che funzionano in questa maniera o con recensioni positive inserite a pagamento. In alcuni casi sono stati anche avviati provvedimenti giudiziari per limitarne l’attività.

Negli ultimi anni sono state introdotte alcune norme per limitare tali pratiche che però, secondo il governo e una parte del settore, non sono state sufficientemente efficaci.

Secondo una ricerca condotta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, le recensioni online condizionano l’82 per cento delle prenotazioni per gli alloggi e il 70 per cento di quelle per i locali e ristoranti. Gli operatori del settore segnalano invece un’incidenza delle recensioni online sui propri fatturati che va dal 6 al 30 per cento, ma sono dati difficili da verificare e stimare in maniera indipendente.