Un uomo risulta disperso nel crollo del ponte tra Abruzzo e Molise

La pioggia intensa degli ultimi tre giorni ha causato allagamenti, frane, evacuazioni e molti danni in varie zone del centro Italia

Il ponte crollato sul fiume Trigno
Il ponte crollato sul fiume Trigno (Ufficio stampa/comune di Montenero di Bisaccia)
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Dal tardo pomeriggio di giovedì i sommozzatori dei vigili del fuoco stanno cercando un uomo di 53 anni che risulta disperso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno sulla statale 16 Adriatica, al confine tra l’Abruzzo e il Molise. Da tre giorni piogge intense, neve e vento hanno causato allagamenti, frane e molti danni in entrambe le regioni, ma anche in Puglia e in Basilicata.

Al momento della scomparsa l’uomo, un pescatore pugliese, stava percorrendo la statale 16 con la sua auto diretto a Ortona, in Abruzzo. Era al telefono con la moglie quando la comunicazione si è interrotta bruscamente: i familiari hanno detto ai soccorritori che è successo proprio nel momento in cui è crollato il ponte. La strada era già stata chiusa mercoledì sera e il ponte era sotto osservazione, ma risulta che nel crollo siano state coinvolte due auto.

L’ANAS, la società che gestisce buona parte di strade e autostrade, ha detto che il ponte era stato chiuso con barriere fisiche, e che la sua chiusura era indicata con l’opportuna segnaletica in prossimità delle due rotonde più vicine, sia a nord che a sud. Secondo le analisi dei filmati disponibili, i due mezzi avrebbero quindi violato il divieto di circolazione. La procura di Larino, in provincia di Campobasso, ha aperto intanto un’inchiesta contro ignoti per crollo colposo.

In Abruzzo undici fiumi hanno superato la soglia di allerta e due sono tracimati. L’Osento, in provincia di Chieti, ha straripato invadendo i binari della linea Pescara-Foggia, che è stata interrotta. Circa 800 persone sono rimaste bloccate nella stazione di Pescara in attesa dei bus sostitutivi.

In molte località sono stati segnalati allagamenti: in totale circa 500 persone sono state evacuate dalle loro case per precauzione. A Pescara l’acqua del fiume omonimo ha superato due metri di altezza in diverse zone del centro, trascinando detriti e tronchi. La zona più colpita è stata quella intorno alla Fater, stabilimento industriale nella periferia ovest della città, vicino alla foce del fiume. Sono stati chiusi sottopassi e strade.

Ci sono stati molti danni anche a Termoli, in Molise, dove si è allagata la zona industriale. In provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, le frane stanno bloccando un centinaio di persone. In Molise si è alzato il livello del lago di Guardialfiera e di conseguenza della diga del Liscione. Sempre in Molise, in provincia di Isernia, è esondato il fiume Carpino, allagando parte della strada provinciale e dell’area industriale di Pettoranello.

L’Abruzzo e il Molise chiederanno lo stato di calamità per avere fondi dal governo, lo stesso farà la provincia di Foggia.