Negli Stati Uniti la morte di un rifugiato lasciato da solo dagli agenti anti-immigrazione a Buffalo è stata classificata come omicidio

L’ufficio del medico legale della contea di Erie, nello stato di New York, ha classificato come omicidio la morte di Nurul Amin Shah Alam. Il 24 febbraio Shah Alam, rifugiato Rohingya quasi cieco originario del Myanmar, era stato trovato morto a Buffalo, cinque giorni dopo essere stato rilasciato dalle autorità federali dell’immigrazione e lasciato davanti a una caffetteria. Classificare una morte come omicidio non significa accertare un reato o una responsabilità penale, ma stabilire che il decesso è stato causato dall’azione o dalla negligenza di altre persone.
La commissaria alla sanità della contea di Erie, Gale Burstein, ha detto che Shah Alam aveva sviluppato un’ulcera da stress, aggravata dalla disidratazione e dall’esposizione al freddo dovute al fatto che l’uomo si trovava all’esterno senza assistenza.
Shah Alam era stato arrestato nel febbraio del 2025 dalla polizia di Buffalo dopo che era stato segnalato nel cortile di una casa privata mentre brandiva due aste di metallo. Gli agenti gli avevano intimato di lasciare a terra le aste e lui non lo aveva fatto. Il 19 febbraio 2026 era stato rilasciato su cauzione e trasferito alle autorità federali anti-immigrazione, una prassi per chi non è cittadino statunitense.
Shah Alam era passato sotto la custodia della Border Patrol, che gestisce il controllo delle frontiere e alcune questioni di immigrazione, che ha stabilito che non poteva essere rimpatriato perché rifugiato. Gli sarebbe dunque stato chiesto se volesse un passaggio, e lui avrebbe indicato un bar dove farsi lasciare. La famiglia ha raccontato di non essere stata informata né del luogo né del momento del rilascio.
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