In India comincia il censimento più ambizioso di sempre
Punta a contare la popolazione più grande al mondo e raccoglie informazioni sulle caste, nonostante la loro formale abolizione

Mercoledì in India è cominciata la raccolta delle informazioni per realizzare il censimento della popolazione nazionale. È un progetto molto ambizioso, per il dettaglio dei dati che si propone di raccogliere, ed è il censimento più grande del mondo, perché deve contare circa 1,4 miliardi di persone.
È il primo che in India non si tiene con la consueta cadenza decennale: l’ultimo, previsto per il 2021, era stato rimandato per la pandemia e non se n’era fatto nulla fino a oggi. Ed è il primo digitale: non solo i funzionari indiani useranno un’app per la raccolta e il caricamento dei dati, ma i cittadini potranno anche fare l’auto-censimento attraverso un portale online in 16 lingue. Saranno coinvolti più di tre milioni di funzionari, il cui lavoro durerà circa un anno.
Quello che inizia oggi è soprattutto il primo censimento da quasi un secolo a raccogliere informazioni relative all’appartenenza alle caste, formalmente abolite negli anni Cinquanta ma che ancora oggi definiscono e condizionano la società indiana. Ed è proprio questo elemento che è stato al centro di grandi discussioni politiche nel paese.

Alcune donne indiane in fila per votare, nel 2014 (AP Photo/Rafiq Maqbool)
Un censimento in base alle caste era stata un’idea dei partiti di opposizione al governo nazionalista di Narendra Modi, che sostengono che l’appartenenza a una casta condizioni ancora troppo il modo in cui vengono erogati i sussidi e il resto delle politiche pubbliche, e che quindi vada registrato chi non ne fa parte per includerlo nel sistema di welfare.
Era invece contrario il partito di governo: non tanto per il rischio di consolidare il sistema delle caste, profondamente discriminatorio, quanto perché temeva che potesse dividere sulla base della condizione sociale la comunità indù, invece unita dalla religione induista. È induista l’80 per cento degli indiani, e Modi con le sue politiche nazionaliste sta cercando di consolidare da anni quella che definisce l’«unità indù», soprattutto a scapito delle minoranze che vivono in India, in particolare della comunità musulmana.
Le caste principali sono quattro, derivano dal sistema di stratificazione gerarchica della società che si era sviluppato gradualmente con l’induismo nel corso del primo millennio a.C. e per secoli hanno condizionato quasi ogni aspetto della vita religiosa e sociale indù.
Al primo posto ci sono i sacerdoti o Bramini; poi i guerrieri o Kshatriya; quindi i Vaisya, artigiani e mercanti; e infine i Sudra, contadini, artigiani più poveri, servitori. Più in basso di tutti nella scala sociale ci sono i “fuori casta”, genericamente indicati come paria o “intoccabili”, esclusi dal novero castale per la loro occupazione: svolgono tutti i lavori considerati impuri, come la pulizia dei bagni o la sepoltura dei morti, o hanno perso, violandone le norme, l’appartenenza a una casta, e con essa diritti sociali e ruoli nella ritualità religiosa. Oggi i fuori casta si definiscono Dalit, cioè “oppressi”.
Negli anni si sono sviluppati anche raggruppamenti minori, tanto che il questionario chiederà a quale casta o sotto-casta si appartiene.

Un mercato di New Delhi (AP Photo/Altaf Qadri)
Il censimento è diviso in due fasi. La prima raccoglierà informazioni sulle condizioni abitative, i servizi disponibili e i beni posseduti dalle persone. La seconda riguarderà direttamente le persone (demografia, istruzione, migrazioni, natalità, e appunto la casta) ed è prevista per il febbraio del 2027.
L’India ha una lunga storia di censimenti, ma è solo negli ultimi decenni che questo strumento statistico si è trasformato da una semplice conta della popolazione in un esercizio più raffinato per conoscere le abitudini e le caratteristiche sociali ed economiche della popolazione. Sono informazioni essenziali se il governo vuole indirizzare in modo più efficace e moderno le sue politiche.
Tra le 33 domande del nuovo questionario ci sono: la tua casa ha un tetto in cemento o di paglia? Qual è il cereale che consumi abitualmente? Hai accesso a internet o solo un semplice cellulare? E quante coppie sposate vivono in casa tua?
Questo è il sedicesimo censimento, e l’ottavo dall’indipendenza del paese, ottenuta nel 1947. Il primo fu nel 1872, ma fu cominciato l’anno prima e fu piuttosto rudimentale: di fatto serviva al dominio coloniale britannico per registrare quante persone vivevano in India, dove, di che età e religione. Da allora è stato fatto ogni dieci anni, in tutti gli anni che finivano con 1 (1881, 1891, 1901, e così via).



