Dua Lipa, l’influencer di libri
La più famosa popstar britannica è riuscita a distinguersi anche per la qualità del suo club del libro e delle sue interviste a grandi autori

Martedì il London Literature Festival, un festival letterario di Londra alla sua diciannovesima edizione, ha annunciato che la sua curatrice di quest’anno sarà la cantante britannica Dua Lipa. La notizia è circolata molto e ha suscitato un certo stupore perché Dua Lipa, che ha da poco compiuto trent’anni, è una delle popstar più amate e famose della sua generazione e quello di curatrice di un festival letterario è un ruolo in cui molti non si aspettavano di vederla.
È già da diversi anni però che, parallelamente alla sua carriera da cantante, Dua Lipa si dedica con costanza e grande seguito alla divulgazione di temi legati ai libri e alla letteratura. Non è né l’unica né la prima celebrità ad aver avviato un club del libro di successo e a produrre contenuti sulle proprie letture: negli Stati Uniti, solo per fare qualche nome, ci sono le attrici Reese Witherspoon e Natalie Portman, il presentatore Jimmy Fallon e la conduttrice televisiva Oprah Winfrey, il cui book club è tra i più influenti al mondo. Dua Lipa però si è distinta per la sua abilità nel fare interviste originali e approfondite e per la scelta di libri non necessariamente popolari, ottenendo riconoscimenti e approvazione anche tra gli addetti ai lavori.
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Dua Lipa ha iniziato a occuparsi ufficialmente di libri nel 2022, quando ha fondato Service95, una piattaforma che oggi comprende una newsletter, un podcast in cui ogni mese parla di un libro e un sito di informazione con articoli scritti da collaboratori esterni (’95 è il suo anno di nascita). La parte più conosciuta del progetto è il podcast Book Club with Dua Lipa che viene pubblicato su Spotify e su YouTube, su un canale da 162mila iscritti. Ogni mese Dua Lipa sceglie un libro e ne intervista l’autore o l’autrice: le conversazioni durano di solito poco meno di un’ora e sono molto fluide e poco strutturate.
Alcune domande sono sue, altre le seleziona da quelle che le mandano gli iscritti alla newsletter. In un articolo sul Guardian intitolato “Dua Lipa è la miglior intervistatrice a tema libri?”, il giornalista Joel Snape ha scritto che quello che fa la cantante è diverso da qualsiasi cosa si veda in giro. Da come conduce l’intervista infatti si capisce che è una lettrice piuttosto appassionata: spesso Lipa condivide riflessioni su cosa ha provato mentre leggeva o su cosa immagina l’autore abbia pensato o sentito mentre scriveva. Le interviste si svolgono spesso in videochiamata: non c’è la scenografia di uno studio televisivo o di un videopodcast, e l’estetica essenziale dà la sensazione di star ascoltando una conversazione tra amici più che un’intervista tradizionale.
Spesso sceglie libri non recenti o pubblicati da case editrici minori, contribuendo a dare visibilità ad autori e autrici meno noti a livello internazionale, come l’autrice messicana Guadalupe Nettel, tradotta internazionalmente ma ancora poco nota al pubblico di massa. Ma tra i suoi ospiti ci sono stati anche scrittori molto famosi come Margaret Atwood, autrice di Il racconto dell’ancella, Khaled Hosseini, con cui ha parlato di Mille splendidi soli, Hernan Diaz, vincitore del premio Pulitzer col libro Trust, e la scrittrice polacca premio Nobel Olga Tokarczuk.
Un anno fa lo youtuber esperto di letteratura Blake Lefray aveva pubblicato un video, che totalizzò 2 milioni di visualizzazioni, in cui metteva in evidenza i punti di forza delle interviste di Dua Lipa, confrontandole con quelle fatte a scrittori e scrittrici molto celebri nei late show statunitensi come il Tonight Show o su media tradizionali come il New York Times. Lefray fece notare come, in confronto a quelle di Dua Lipa, le altre fossero spesso piatte e prevedibili, con domande standardizzate che tendevano a ripetersi.
Il fatto che le interviste siano mensili permette a Lipa di avere tempo per prepararsi, leggere e fare ricerca, e non essendo vincolata a tour promozionali o logiche editoriali, può scegliere titoli che la interessano davvero. Inoltre Lipa ha detto di trarre particolare soddisfazione dalle interviste.
Service95 era nato nel 2022 come una newsletter in cui Lipa condivideva consigli riconducibili, in senso piuttosto ampio, al “lifestyle”: posti in cui mangiare, cose da fare in diverse città, suggerimenti culturali e, più in generale, esperienze personali. Lipa ha raccontato più volte di essere ossessionata dalle liste e di averne per moltissime occasioni: una di film, una di libri, ma anche elenchi molto specifici, come quello delle migliori estetiste in una certa città.
Ma già prima di aprire Service95 Lipa condivideva spesso su Instagram le sue letture. Nel 2020, per esempio, pubblicò una foto mentre leggeva il romanzo Una vita come tante dell’autrice Hanya Yanagihara, uscito cinque anni prima. Dopo quel post, le vendite del libro aumentarono in modo significativo: l’editor Ravi Mirchandani, che aveva pubblicato il romanzo nel Regno Unito, ha detto al Telegraph che quel picco era «interamente attribuibile a Dua Lipa senza particolari ambiguità».
Con Service95 Lipa è riuscita a ottenere una certa legittimazione all’interno dell’ambiente letterario, che è notoriamente piuttosto selettivo. Nel 2022 fu invitata alla cerimonia del Booker Prize, uno dei premi letterari più prestigiosi al mondo, dove tenne un discorso sul suo rapporto con la lettura, raccontando tra le altre cose quanto i libri rappresentino per lei un modo per rilassarsi e sentirsi bene.
A invitarla fu Gaby Wood, direttrice esecutiva della Booker Prize Foundation, che aveva notato sul suo profilo Instagram che aveva un ottimo gusto nelle sue scelte di lettura. In un’intervista al Telegraph, Wood ha spiegato che oggi Lipa è generalmente apprezzata nell’industria editoriale perché «ha trasformato il panorama dei lettori: le persone la seguono e la rispettano, e lei porta con sé il pubblico della sua musica».
Il lavoro di Dua Lipa nella divulgazione di libri si distingue anche perché negli ultimi anni il successo dei contenuti a tema letterario su social come Instagram e TikTok hanno portato molte celebrità a condividere foto e commenti sui libri che stanno leggendo. Il livello dei contenuti però è spesso molto basso e non è raro che i libri vengano mostrati puramente a scopo estetico. Un paio di anni fa si era parlato molto della nascita di nuove figure professionali specifiche: quella del “book stylist”, cioè l’esperto che suggerisce alle celebrità quali libri esibire sui social, e quella del designer che sceglie con quali libri riempire le librerie delle case delle celebrità.
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