Negli Stati Uniti un giudice ha interrotto la costruzione della nuova sala da ricevimenti della Casa Bianca voluta da Trump

Le gru impiegate per la costruzione della sala da ricevimenti della Casa Bianca, il 31 marzo del 2026 (AP Photo/Tom Brenner)
Le gru impiegate per la costruzione della sala da ricevimenti della Casa Bianca, il 31 marzo del 2026 (AP Photo/Tom Brenner)

Martedì negli Stati Uniti il giudice federale Richard Leon ha bloccato i lavori per la costruzione della nuova sala da ricevimento della Casa Bianca, voluta dal presidente Donald Trump e finanziata con 400 milioni di dollari di donazioni private, fra cui alcune di Amazon, Google e dello stesso Trump. Leon, nominato giudice dal presidente Repubblicano George W. Bush, ha accolto il ricorso del National Trust for Historic Preservation, un’associazione per la conservazione del patrimonio storico che si era opposta al progetto, che ha comportato a ottobre la demolizione di una facciata della Casa Bianca.

Secondo Leon «nessuna legge si avvicina nemmeno a conferire al presidente l’autorità che [Trump] sostiene di avere» e il progetto dovrebbe ripartire solo una volta approvato dal Congresso (un passaggio di cui Trump ha più volte sostenuto di non avere bisogno). Leon ha comunque sospeso la sua ordinanza per 14 giorni, riconoscendo che il caso «solleva questioni nuove e rilevanti» e poiché si aspetta che il governo statunitense farà appello. Ha escluso dalla sua decisione qualsiasi lavoro necessario a garantire la sicurezza dell’edificio, ma ha precisato che qualsiasi cosa che verrà costruita nelle prossime due settimane potrebbe poi dover essere demolita.

Dopo la pubblicazione della decisione Trump ha criticato l’associazione in un post sul suo social Truth. Giovedì comunque una commissione federale incaricata dal Congresso e presieduta da alleati di Trump dovrebbe esprimersi sul progetto, e approvarlo definitivamente. Il voto era stato già rimandato per via di moltissimi pareri contrari alla costruzione della sala che la commissione aveva ricevuto.