È stata rapita a Baghdad la giornalista statunitense Shelly Kittleson

Molto probabilmente da Kataib Hezbollah, milizia irachena sciita sostenuta dall'Iran

Shelly Kittleson a Palmira, in Siria, all'inizio di marzo del 2026 (@shellykittleson/X)
Shelly Kittleson a Palmira, in Siria, all'inizio di marzo del 2026 (@shellykittleson/X)

Martedì è stata rapita a Baghdad, la capitale dell’Iraq, la giornalista statunitense Shelly Kittleson, esperta di Medio Oriente e che ha scritto per diverse testate internazionali, fra cui Foreign Policy, Politico, Al Monitor, e italiane, come Il Foglio e Ansa. Molto probabilmente Kittleson è stata rapita da Kataib Hezbollah, milizia irachena sciita sostenuta dall’Iran che nelle ultime settimane ha partecipato attivamente alla guerra in Medio Oriente colpendo obiettivi in Iraq legati agli Stati Uniti e ai loro alleati.

Circola un video che sembra mostrare il momento del rapimento di Kittleson. Alcuni giornali locali hanno scritto che Kittleson è stata rapita per strada, vicino all’hotel dove alloggiava a Baghdad. Il ministero dell’Interno iracheno ha detto che è stata arrestata una persona sospettata del rapimento dopo che la sua auto si è ribaltata mentre cercava di scappare dalla polizia.

Kittleson era in Iraq per seguire la guerra e nei giorni scorsi aveva subìto minacce proprio da Kataib Hezbollah. Vive a Roma, ha 50 anni e una lunga carriera come giornalista freelance in zona di guerra, soprattutto in Medio Oriente. Da qualche anno aveva iniziato a occuparsi soprattutto di Iraq: era stata nel paese per la prima volta nel 2014, e ci è poi tornata molte volte. Ha lavorato spesso anche in Afghanistan ed era nel paese poco prima del caotico ritiro statunitense e del ritorno dei talebani, nel 2021.