La difficoltà di prevedere la fioritura dei ciliegi in Giappone
Quest'anno con l'intelligenza artificiale ci si è andati molto vicini

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In Giappone la contemplazione dei ciliegi in fiore (hanami) durante la primavera è un evento culturale importantissimo, che attira ogni anno milioni di persone. Le città organizzano festival (in qualche caso fin troppo partecipati), molti ristoranti preparano menù a tema e le persone organizzano picnic nei parchi, in qualche caso appostandosi nelle prime ore del mattino per assicurarsi i posti migliori. È inoltre uno dei periodi più ambiti dai turisti stranieri, che sono per il Giappone una fondamentale fonte di guadagno.
Farsi un’idea del momento preciso del picco della fioritura nelle varie zone del paese però è da sempre complicato, e con l’aumento delle temperature medie dovuto al riscaldamento globale lo è diventato ancora di più. Quest’anno per la prima volta alcuni esperti giapponesi sono riusciti a fare previsioni con margini di errore minimi grazie all’impiego di sistemi di intelligenza artificiale in grado di combinare moltissimi dati.
Il meteorologo Hiroki Ito, che lavora da oltre dieci anni in un istituto meteorologico a Osaka, ha raccontato al New York Times che la primavera è per lui un periodo di enormi pressioni. Tra i suoi compiti infatti c’è quello di determinare il picco di fioritura dei ciliegi, che è anche il motivo per cui non riesce mai a godersela appieno. Usando l’intelligenza artificiale, però, da dicembre a marzo l’istituto di Ito ha calcolato dieci volte le previsioni del picco di fioritura a Tokyo e in tutti i casi ha sbagliato al massimo di un giorno o due rispetto a quello che poi è stato: sabato 28 marzo.
Questi sistemi hanno cominciato a essere impiegati per mappare la fioritura dei ciliegi in oltre mille località in tutto il Giappone, combinando dati come le temperature registrate negli ultimi decenni e le informazioni provenienti da migliaia di foto caricate dagli utenti su diversi database. In questo modo secondo gli scienziati si possono avere previsioni più precise e attendibili già a dicembre, circa tre mesi prima dell’inizio della fioritura.
Shunsuke Arioka, che si occupa a sua volta di previsioni meteo a Chiba, vicino a Tokyo, ha raccontato che le foto caricate dagli utenti sull’app del suo servizio, Weathernews, hanno permesso di classificare sette fasi di fioritura. L’app è stata scaricata oltre 50 milioni di volte, ha detto sempre al New York Times, e solo in uno degli ultimi fine settimana gli utenti hanno caricato oltre 8mila foto.

Tokyo, 29 marzo (Kyodo/via REUTERS)
La fioritura dei ciliegi in Giappone dura circa 12 settimane. Inizia dalle zone con un clima subtropicale, nel sud dell’arcipelago, a marzo, poi sull’isola di Honshu, la più grande, e infine a Hokkaido, nel nord, a inizio maggio.
Oltre a osservare piante e boccioli dal vivo, in passato per prevedere la fioritura si usavano analisi con modelli informatici, che però davano risultati non sempre accurati: nel 2007 l’agenzia meteorologica nazionale si scusò pubblicamente per aver sbagliato di più di una settimana a causa di un problema informatico. L’agenzia non fa più previsioni sulla fioritura dal 2009 ma continua a monitorarla e annuncia sempre l’inizio della stagione con toni enfatici.
Va detto comunque che nemmeno i sistemi di intelligenza artificiale sono accurati al cento per cento: quest’anno per esempio la fioritura è stata comunque un po’ prima del previsto per via di temperature superiori alla media.

Tokyo, 30 marzo (REUTERS/Kim Kyung-Hoon)
L’intelligenza artificiale per mappare il picco della fioritura dei ciliegi in Giappone era già stata usata nel 2023 dall’Università Monash di Melbourne, in Australia: un gruppo di ricerca aveva confrontato migliaia di immagini condivise sui social media dal 2008 al 2018 con i dati ufficiali degli anni precedenti, ottenendo risultati con un margine di errore di qualche giorno. Dall’anno scorso ha cominciato a essere impiegata anche per studiare le piante stesse.
Molti ciliegi giapponesi, infatti, furono piantati nel periodo del boom economico dopo la Seconda guerra mondiale, e quindi si stanno avvicinando alla fine del ciclo vitale, che di norma va dai 60 ai 70 anni. L’azienda che controlla il birrificio giapponese Kirin, che da un paio d’anni fa donazioni per la manutenzione dei ciliegi, ha realizzato un’app che stima l’età di un albero sempre a partire dalle foto scattate dalle persone con gli smartphone: i dati finiscono poi in un database a cui possono accedere le amministrazioni locali per individuarli, osservarli e decidere se rimuoverli o sostituirli.
– Leggi anche: La fioritura dei turisti in Giappone, di Flavio Parisi





















