Il presidente della FIFA ha detto che l’Iran parteciperà ai Mondiali di calcio, che si terranno anche negli Stati Uniti

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha detto che l’Iran parteciperà ai Mondiali di calcio e lo farà «nelle sedi previste». Infantino non ha dato altri dettagli, ma sembra voler fare intendere che la nazionale iraniana giocherà anche negli Stati Uniti, che insieme a Canada e Messico è uno dei tre paesi che ospiteranno il torneo, oltre a essere quello che insieme a Israele ha cominciato la guerra in Iran.
Finora sia l’Iran che gli Stati Uniti lo avevano sostanzialmente escluso, per ragioni politiche e di sicurezza. Mercoledì scorso il regime iraniano aveva anche vietato ai suoi atleti di viaggiare in paesi che considera «ostili», definizione in cui rientrerebbero ovviamente gli Stati Uniti.
I Mondiali maschili di calcio cominceranno l’11 giugno. In teoria è previsto che la nazionale iraniana giochi tre partite negli Stati Uniti, due a Los Angeles e una a Seattle. Nei giorni scorsi l’ambasciata iraniana aveva detto di essere in contatto con la FIFA per capire se spostare quelle partite in Messico, ma non se n’era più saputo nulla.
L’annuncio della partecipazione dell’Iran va preso con cautela. Infantino è molto vicino al presidente statunitense Donald Trump, ma è già successo che sia stato smentito. Nei primi giorni della guerra aveva detto per esempio che Trump gli aveva riferito che l’Iran sarebbe stato «benvenuto» ai Mondiali, ma poco dopo Trump aveva definito la partecipazione della squadra «inappropriata». Dall’inizio della guerra, comunque, Trump si è contraddetto molte volte, su questa e altre questioni.


