Il farmaco per smettere di fumare che ora è rimborsato dallo stato

La citisina è un principio attivo noto da decenni e considerato tra i più efficaci contro la dipendenza da nicotina

(MONTEFORTE /ANSA/JI)
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Dal 30 marzo il Servizio sanitario nazionale rimborserà un farmaco a base di citisina alle persone che vogliono smettere di fumare. La citisina è uno dei principi attivi più efficaci a questo scopo e il suo rimborso è una novità importante perché faciliterà significativamente l’accesso ai trattamenti per chi ha questa dipendenza. L’unico requisito per accedere al farmaco infatti è essersi rivolti a un centro anti fumo e portare avanti – parallelamente al trattamento farmacologico – anche un percorso psicologico e comportamentale.

In Italia la citisina veniva venduta anche prima ma era prodotta dal farmacista su richiesta del cliente (la cosiddetta formulazione galenica) e non era rimborsata. Il Servizio sanitario nazionale ora paga per una confezione industriale da 100 pillole (che senza rimborso costa 90 euro), pensate per essere assunte nell’arco di 25 giorni. L’idea è che il paziente smetta di fumare dopo cinque giorni dall’inizio della terapia e poi continui a prendere le pillole diminuendone l’assunzione gradualmente. In alcuni casi una confezione può non essere sufficiente e allora il costo della seconda è a carico del paziente.

Sebbene abbia una storia lunga la citisina è una sostanza poco conosciuta, almeno in Italia. È un principio attivo che viene estratto dal Cytisus laburnum, una pianta nota come maggiociondolo, abbastanza comune in Italia e con fiori gialli simili al glicine. L’efficacia della citisina è nota da decenni: almeno da quando, durante la Seconda guerra mondiale, i soldati masticavano le foglie di maggiociondolo in sostituzione delle sigarette.

La prima pillola a base di citisina fu prodotta nel 1964 in Bulgaria e da allora questo trattamento si è diffuso molto nei paesi dell’Europa dell’est mentre ci è voluto più tempo perché venisse commercializzato nei paesi occidentali. Nel 2024 l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha inserita nella lista dei farmaci essenziali per combattere la dipendenza dal fumo di sigarette.

La citisina agisce sugli stessi recettori nervosi attivati dalla nicotina e ha quindi una doppia efficacia: da un lato annulla gli effetti gradevoli associati al suo uso, dall’altra limita quelli negativi collegati all’astinenza. Uno studio su 800 pazienti fatto tra il 2019 e il 2020 dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano aveva concluso che dopo 12 mesi i pazienti che non avevano ricominciato a fumare erano il 32,1 per cento se sottoposti a terapia con citisina, e il 7,3 per cento se avevano seguito solo la terapia comportamentale.

Nel 2023, una revisione di 12 studi condotta in Argentina ha stabilito che l’efficacia della citisina era più che doppia rispetto a quella di un farmaco placebo, e maggiore anche di altri trattamenti a base di nicotina, come i cerotti. Secondo lo studio l’efficacia della citisina era paragonabile a quella di un altro principio attivo usato da tempo per smettere di fumare: la vareniclina. La vareniclina è stata per anni fuori commercio in Italia ed è tornata disponibile dal 2025, ma non è rimborsabile.

Secondo gli ultimi dati in Italia il numero di persone con l’abitudine del fumo è diminuito ma gli adulti fumatori sono comunque circa un quarto della popolazione, e questo causa ogni anno spese dirette e indirette per lo stato stimate in 26 miliardi di euro.

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