Il ministro Guido Crosetto dice che non dorme la notte a causa della guerra

E non per la sconfitta al referendum sulla riforma della magistratura e per i guai successivi del governo

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ospite di Bruno Vespa nella trasmissione Porta a Porta su Rai 1, 18 marzo 2026 (Mauro Scrobogna /LaPresse)
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ospite di Bruno Vespa nella trasmissione Porta a Porta su Rai 1, 18 marzo 2026 (Mauro Scrobogna /LaPresse)

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha raccontato a Repubblica che non riesce a dormire la notte, «e non per il referendum» sulla riforma della magistratura, che il governo ha perso, bensì per la guerra in Medio Oriente. «Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr’ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire», ha detto Crosetto al giornalista Tommaso Ciriaco.

Quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato ad attaccare l’Iran a fine febbraio, Crosetto era a Dubai senza scorta, sebbene l’attacco fosse ritenuto imminente, per ragioni spiegate da lui stesso in modo lacunoso e contraddittorio. A un mese di distanza si è detto molto preoccupato per i possibili sviluppi della guerra nelle prossime settimane, e in particolare per il suo impatto sull’economia e sulla vita quotidiana dei cittadini. Il riferimento è all’enorme crisi energetica provocata dal conflitto, con l’aumento del costo dei carburanti e il blocco delle esportazioni di gas, che rischia di innescare una crisi economica molto più ampia.

Crosetto ha escluso che sulla sua insonnia pesi la sconfitta del governo al referendum del 22 e del 23 marzo, che peraltro ha detto di non ritenere tale («io, invece, [la] considero una sconfitta della giustizia e di alcuni valori democratici»). Ha poi definito «ridicola» e «pretestuosa» l’idea di una vicinanza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al presidente statunitense Donald Trump, e negato che questa vicinanza possa avere contribuito alla vittoria del No.

È una risposta che a prima vista potrebbe sembrare strana, dato che i buoni rapporti fra Trump e Meloni sono cosa nota, ma in realtà è piuttosto in linea con la scelta di Meloni di prendere un po’ le distanze da Trump prima del voto, proprio per cercare di non comprometterne l’esito vista l’impopolarità del presidente statunitense in Italia. Crosetto ha comunque ribadito che gli Stati Uniti restano alleati imprescindibili per l’Italia e per l’Unione Europea.

Il ministro della Difesa ha poi risposto a una serie di domande di Ciriaco sui guai del governo iniziati dopo il referendum, tra cui le tre dimissioni volute da Meloni: quelle del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, della ministra del Turismo Daniela Santanchè e della capa di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi. Per Crosetto la sconfitta al referendum non è imputabile solo a loro, nonostante tutti e tre siano stati al centro di vicende, tra cui casi giudiziari, che nel corso degli anni e negli ultimi mesi hanno messo in grande imbarazzo il governo.

Quanto all’ultimo scandalo dell’ex sottosegretario alla Giustizia – che era stato in società fino a poco tempo fa con la figlia 20enne di un uomo in carcere con una condanna definitiva per reati di mafia –, Crosetto ne ha parlato come di «un’imprudenza superficiale».

Non ha poi risposto propriamente alla domanda di Ciriaco sulla possibilità che vengano indette elezioni anticipate, visti i disordini nel governo in questo momento. Si è limitato a sostenere che il voto anticipato «spaventi più il campo largo che il centrodestra» e che il governo deve continuare a lavorare per affrontare «le varie crisi in atto».

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