La polizia israeliana ha impedito al cardinale Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, di raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro

La polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme (ruolo simile al vescovo), di raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro, che si trova nella Città Vecchia di Gerusalemme. Pizzaballa era insieme a padre Francesco Ielpo, con padre Francesco Ielpo, custode ufficiale della chiesa del Santo Sepolcro, dell’ordine dei frati minori custodi della Terra Santa. I due, che rappresentano le più alte cariche per la Chiesa cattolica in quella zona, stavano raggiungendo la basilica per celebrare la messa della domenica delle Palme, la festa della tradizione cristiana in cui si ricorda il giorno in cui Gesù entrò per l’ultima volta a Gerusalemme.
In un comunicato congiunto, il Patriarcato latino di Gerusalemme e i Custodi della Terra Santa hanno detto che è la prima volta da diversi secoli che ai capi della Chiesa è impedito di celebrare la messa nella domenica delle Palme nella Basilica del Santo Sepolcro. Secondo il comunicato si tratta di un «grave precedente» e di una «misura palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata». Il comunicato non specifica il motivo per cui ai religiosi è stato vietato di raggiungere la Basilica.
La Basilica del Santo Sepolcro è una delle chiese cristiane più importanti al mondo poiché secondo la tradizione è costruita nella zona in cui sarebbero avvenute la crocifissione, l’unzione, la sepoltura e la resurrezione di Gesù Cristo. Da quando è cominciata la guerra tra Israele e Hamas nell’ottobre del 2023, la polizia israeliana ha aumentato molto i controlli e ridotto le libertà delle persone che vivono a Gerusalemme, per esempio vietando gli assembramenti pubblici.


