Perché oggi si celebra la domenica delle Palme
È la festa della tradizione cristiana, in cui la settimana prima di Pasqua si sventolano rametti d'ulivo per ricordare il giorno in cui Gesù entrò per l'ultima volta a Gerusalemme

Oggi, domenica 29 marzo, è la domenica delle Palme, una festa della tradizione cristiana che segna l’inizio della Settimana Santa, quella che celebra gli ultimi giorni della vita di Gesù Cristo. La domenica delle Palme precede quella di Pasqua, cioè il giorno in cui la comunità cristiana ricorda la resurrezione di Gesù Cristo. È celebrata dai cattolici, dagli ortodossi e dai protestanti, e ricorre durante la Quaresima, che termina giovedì, primo giorno del cosiddetto “Triduo Pasquale”.
Nella domenica delle Palme i credenti ricordano l’ultimo ingresso a Gerusalemme di Gesù: nel Vangelo di Giovanni, per esempio, si racconta che Gesù fu accolto da una folla festante, che lo salutò agitando rami di palma, mentre entrava in città in groppa a un asino. La folla, in particolare, gli disse: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!».
Ogni anno, per la domenica delle Palme, i sacerdoti benedicono alcuni rami di ulivo, sventolati dai fedeli all’esterno delle chiese. Poi una piccola processione trasporta le “palme” dentro la chiesa per celebrare la messa. I rametti benedetti vengono poi distribuiti ai fedeli, che li portano a casa per tenerli come simbolo di pace e per passarli ad amici e parenti.
Giovanni parla espressamente di rami di palma, ma in Italia si usano i rami di ulivo perché, secondo vari esperti, sono più facilmente reperibili delle palme, in particolare durante questa stagione, che corrisponde alla potatura dell’ulivo. In altri paesi del mondo, si sventolano ancora veri rami di palma.



