Anche Ostia vuole vietare il fumo in spiaggia

Prima dell'estate si voterà per inserire il divieto di fumare sulla battigia, come hanno fatto già molti comuni e regioni

Stabilimenti balneari sul litorale di Ostia (Cecilia Fabiano/ LaPresse)
Stabilimenti balneari sul litorale di Ostia (Cecilia Fabiano/ LaPresse)

La commissione Ambiente del comune di Roma ha approvato una proposta di delibera per vietare il fumo nelle spiagge di Ostia: verrà discussa dal consiglio comunale prima dell’estate, e se verrà approvata aggiungerà Ostia a varie altre città che negli ultimi anni, in Italia e non solo, hanno imposto divieti di fumare in spiaggia.

La proposta riguarda sia le sigarette normali che quelle elettroniche, ma anche sigari e dispositivi a tabacco riscaldato, come le Iqos. Al momento il testo è ancora piuttosto generico: si limita a elencare varie altre regioni e città che negli ultimi anni hanno introdotto divieti analoghi, e a proporre di fare la stessa cosa non solo per le spiagge di Ostia, ma anche per altri tratti di costa di quella zona, come quello di Castel Porziano e Capocotta. Nella proposta il controllo per il rispetto del divieto è affidato alla polizia locale e alla capitaneria di porto.

La proposta di delibera è stata presentata dai consiglieri Paolo Ferrara e Giammarco Palmieri, rispettivamente del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, quindi in sostanza è una proposta della maggioranza (e per questo è molto probabile che passerà). La discussione in consiglio servirà a definire alcuni aspetti, tra cui la porzione di spiaggia per cui sarà valido il divieto.

Palmieri, che oltre ad aver presentato la proposta è presidente della commissione Ambiente, ha detto che è previsto l’inserimento di un emendamento per vietare di fumare entro cinque metri dalla riva del mare, quindi sulla battigia. Ha aggiunto che il divieto potrebbe successivamente essere allargato a spiagge intere, come succede in alcune aree della Sardegna, dove sono previste anche sanzioni (un altro punto da chiarire sul possibile divieto a Ostia).

I mozziconi di sigaretta sono estremamente inquinanti: il filtro è fatto di acetato di cellulosa, una plastica che impiega anni per decomporsi ed è una delle microplastiche più frequentemente rilevate nell’acqua del mare (sono chiamate “microplastiche” le particelle che derivano dal progressivo deteriorarsi del materiale di partenza, in questo caso dei filtri di sigaretta). Nel mozzicone di sigaretta resta inoltre una serie di altre componenti, tra tabacco bruciato e cartina che avvolge la sigaretta, che sono dannose per l’ambiente.

Secondo una stima delle Nazioni Unite ogni anno nel mondo vengono prodotti 6mila miliardi di sigarette, il che comporta un’enorme dispersione nell’ambiente di filtri. Buttare i mozziconi per terra aumenta inoltre la possibilità che si sviluppino incendi, un rischio ancora più concreto sulle spiagge, dove c’è caldo, vento e a volte sterpaglie e alberi.

Su queste basi negli ultimi anni vari paesi hanno introdotto divieti di fumo sulle spiagge: è successo in Francia, in Spagna e negli Stati Uniti, tra gli altri. Anche in Italia, con un orientamento che si sta facendo sempre più condiviso.

Una delle prime spiagge a inserire un divieto di questo tipo fu quella di Bibione, in Veneto, nel 2019: dopo alcuni periodi di sperimentazione negli anni precedenti limitati alla sola battigia, il divieto fu esteso a tutta la spiaggia, anche in quel caso creando spazi appositi in cui è possibile fumare. Nel caso di Bibione per chi trasgredisce sono previste multe di 50 euro.

In concomitanza con Bibione e negli anni successivi hanno adottato divieti anche varie spiagge della Liguria, della Sicilia, della Puglia, e dopo la pandemia sempre più spiagge della Sardegna. Uno degli ultimi comuni a deciderlo è stato Porto Torres, nel 2024, con sanzioni che vanno da 25 a 500 euro.

Sempre in Sardegna il fumo in spiaggia è stato vietato anche a Olbia, dove è stato esteso anche agli spazi esterni dei locali della zona; a San Teodoro oltre al divieto è stato predisposto anche un servizio di sorveglianza, con personale che sorveglia sul rispetto delle regole; divieti di fumo sono stati imposti anche in altre spiagge celebri e frequentate dai turisti, in posti come La Maddalena, la zona di Arzachena, la Gallura, o Stintino, nella spiaggia della Pelosa, dove sono in vigore anche altre misure molto rigide per tutelare l’ambiente. In quel caso, per esempio, sotto l’asciugamano o il telo da mare è obbligatorio mettere una stuoia per evitare di portarsi via la sabbia accidentalmente.

L’estate scorsa è entrato in vigore il divieto di fumare anche a Riccione, comune in cui ci sono stabilimenti molto frequentati dai turisti: anche in quel caso il divieto è stato imposto per la sola zona della battigia.

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