Che fine ha fatto la nuova cabinovia di Cortina d’Ampezzo

Si sperava fosse pronta per le Olimpiadi invernali ma i lavori sono finiti solo a marzo, e ancora non si sa quando sarà utilizzabile

La cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina d'Ampezzo, 2 marzo 2026 (Mattia Ozbot/Getty Images)
La cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina d'Ampezzo, 2 marzo 2026 (Mattia Ozbot/Getty Images)
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Un mese dopo la fine delle Olimpiadi invernali, la cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo non è ancora funzionante. Era una delle opere più discusse di quelle Olimpiadi, il governo e la società responsabile dei lavori puntavano a completarla in tempo per l’evento, iniziato ufficialmente il 6 febbraio. Non è andata così. Solo a inizio marzo la società ha comunicato che i lavori erano finiti e che sarebbero cominciate le attività di collaudo così da rendere l’impianto finalmente operativo.

Nel comunicato del 5 marzo Simico, la società responsabile della costruzione degli impianti per le Olimpiadi del 2026, non specifica quanto tempo ci vorrà. Marina Menardi, direttrice di Voci di Cortina, un sito di notizie locali gestito dall’associazione Comitato Civico Cortina che ha molto seguito la vicenda, dice che «è ancora tutto fermo. Le cabine non sono ancora state montate, gli operai in questi giorni stanno lavorando alla stazione intermedia per liberare la strada». Secondo il Corriere delle Alpi, per il collaudo servirà circa un mese.

La cabinovia Apollonio-Socrepes è un nuovo impianto che si era pensato di costruire per collegare Cortina con la pista Olympia delle Tofane, dove si sono tenute le gare di sci alpino femminile. Avrà tre stazioni, quella di valle, quella di monte e una terza intermedia, nella località Mortisa. Le cabine saranno 50, da 10 persone l’una, e secondo i piani l’impianto potrà trasportare 2.400 persone all’ora. È costato circa 35 milioni di euro ed è da mesi molto contestato, perché il cantiere si trova in un’area notoriamente franosa, dove a settembre c’era stata una frana, appunto.

Per questo episodio alcuni residenti avevano presentato un esposto per disastro e frana colposi, e a fine febbraio si era saputo che la procura di Belluno stava indagando per verificare se si potesse costruire in quell’area.

Le cabine da montare sull’impianto, 2 marzo 2026 (Mattia Ozbot/Getty Images)

Per entrare in funzione, poi, il progetto iniziale prevedeva la costruzione di un parcheggio da oltre 750 posti alla stazione di partenza. Il giornalista Alessandro Michielli, tra i meglio informati sull’iter della cabinovia, ha scritto sul Corriere delle Alpi che quasi sicuramente quella parte del progetto non verrà conclusa: le società che avrebbero dovuto occuparsene non lo stanno più facendo. L’idea al momento è che se ne faccia carico il comune di Cortina d’Ampezzo, prima tramite una soluzione provvisoria e poi realizzando un parcheggio definitivo. È il comune che dovrà gestire la cabinovia, una volta che sarà funzionante, ma non è ancora chiaro con quali soldi lo farà.

L’avvio del cantiere era stato travagliato fin dall’inizio perché nessuna azienda si era presentata alla gara d’appalto organizzata per assegnare i lavori, che scadeva lo scorso giugno. Alla fine i lavori erano stati assegnati a tre aziende che si erano associate a questo scopo: Graffer, una piccola società bresciana che si occupa di impianti a fune e che generalmente effettua solo revisioni, Dolomiti Strade ed Ecoedile.

La cabinovia non era una delle opere cosiddette “indifferibili” delle Olimpiadi di Milano Cortina, cioè una di quelle che dovevano essere realizzate necessariamente entro l’inizio dei Giochi per consentire lo svolgimento degli eventi sportivi. Simico e il governo però ci puntavano molto, e si erano quindi impegnati a realizzarla per tempo. Secondo i dati più recenti di Simico, la fine dei lavori era prevista per l’1 febbraio, mentre i lavori di finitura dovrebbero essere completati entro il 31 luglio.

All’inizio di dicembre Fabio Massimo Saldini, il commissario straordinario incaricato dal governo di coordinare i lavori per le opere progettate per le Olimpiadi, aveva detto che puntava a finire l’impianto entro la fine dell’anno, così da poterlo collaudare nelle successive tre settimane, quindi in tempo per l’inizio delle Olimpiadi il 6 febbraio. Poi aveva fatto sapere al Corriere delle Alpi che puntava a rendere l’impianto parzialmente disponibile intorno al 12 febbraio (quando sarebbero iniziate le gare del Super-G), e poi di volerlo completare in tempo per le Paralimpiadi, iniziate il 6 marzo.

Il 5 marzo Simico aveva detto che i lavori relativi alla costruzione dell’impianto, ai sistemi tecnologici e ai componenti di sicurezza, erano stati completati, e che da quel momento in poi sarebbero cominciate le attività di verifica di Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei trasporti. A metà marzo, infine, Simico ha fatto sapere che erano in corso i primi test su alcune cabine, mentre le altre erano ancora in deposito, e che i test sarebbero proseguiti nelle settimane successive.