In futuro i semafori avranno un quarto colore?
Se ne parla da qualche anno, perché con le auto a guida autonoma potrebbe ridurre gli ingorghi stradali e i consumi

Le auto che si guidano da sole sono da tempo un argomento divisivo: una tecnologia, per ora ancora molto costosa, su cui certe persone ripongono grandi aspettative e altre pochissima fiducia. Ma la loro diffusione potrebbe aumentare in futuro, considerati alcuni vantaggi dimostrati come la riduzione degli incidenti stradali. E di conseguenza la coesistenza tra auto a guida autonoma e auto tradizionali potrebbe portare a una trasformazione graduale di varie prassi, leggi e strumenti che regolano il traffico stradale per come lo conosciamo, a cominciare dai semafori.
È una materia di cui si occupano da qualche anno gruppi specializzati di ricerca di ingegneria civile, edile e ambientale, che cercano di rendere “intelligenti” le strade più che le macchine. Alcuni di loro ipotizzano che l’aggiunta di un quarto colore ai semafori servirebbe a regolare meglio il traffico misto, composto anche da auto a guida autonoma.
Funzionerebbe così: il significato dei segnali verde, rosso e giallo (o arancione) non cambierebbe; l’attivazione di un quarto colore indicherebbe al conducente umano di limitarsi a seguire la macchina che ha davanti sulla sua corsia. Se la macchina si ferma, anche il conducente umano si ferma; se l’auto attraversa l’incrocio, anche l’umano lo attraversa. Le auto a guida autonoma entrerebbero per prime nell’incrocio, aggiornandosi a vicenda sulle rispettive traiettorie.
Secondo i ricercatori questa modifica servirebbe a sfruttare pienamente uno dei principali vantaggi delle auto a guida autonoma, perché permetterebbe a ogni auto nella rete di funzionare come parte di un unico sistema centralizzato. Trasmettendo di continuo in wireless informazioni sullo stato del traffico, verso le auto e dalle auto, il sistema potrebbe coordinare di conseguenza i loro movimenti e le precedenze agli incroci.

Il coordinamento tra auto e semaforo in un incrocio regolato da un semaforo a quattro fasi, secondo uno studio del 2020 (Transportation Research Part C: Emerging Technologies)
La quarta luce (bianca, viola o di un altro colore) si attiverebbe soltanto quando a un incrocio è presente una grande quantità di macchine a guida autonoma. Questa condizione renderebbe vantaggioso per gli automobilisti umani delegare appunto ai conducenti non umani la gestione delle precedenze all’incrocio. Un colore in più, in altre parole, servirebbe a subordinare il comportamento umano ai calcoli del sistema centralizzato.
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L’introduzione del quarto colore ai semafori potrebbe contribuire a prevenire gli ingorghi stradali e a migliorare l’efficienza energetica, riducendo i consumi dovuti al traffico a singhiozzo. Uno studio del 2023 dell’università della North Carolina provò a calcolare questi vantaggi usando dei microsimulatori, particolari software che permettono di ricreare in dettaglio le condizioni del traffico per individuare i punti critici nelle reti e prevedere l’effetto di eventuali modifiche.
I risultati della simulazione mostrarono innanzitutto che la presenza di auto che si guidano da sole migliorava il traffico, indipendentemente dalla presenza del quarto colore ai semafori. Aggiungere una quarta fase al semaforo (cioè il quarto colore) permetteva inoltre di attraversare l’incrocio più rapidamente rispetto alla condizione senza quarta fase. E più auto a guida autonoma c’erano, meno traffico c’era: con il quarto colore attivo e il 30 per cento delle auto a guida autonoma, per esempio, i ritardi diminuivano del 10,7 per cento rispetto alla condizione con semaforo tradizionale.
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Lo stesso gruppo di ricerca dell’università della North Carolina aveva proposto per la prima volta l’idea del semaforo a quattro colori in uno studio del 2020, in cui indicava tra i principali limiti di questo modello i possibili ritardi del semaforo nell’elaborazione dei segnali trasmessi verso e dalle auto. L’approccio proposto nello studio più recente, basato su un sistema più distribuito e teoricamente più efficiente, dovrebbe essere meno soggetto a guasti di comunicazione.
Ammesso sia possibile farlo in futuro, l’installazione di semafori speciali negli incroci stradali sarebbe in ogni caso un’operazione molto complicata e costosa. La relativa lentezza con cui si sono evoluti nel tempo dimostra che i semafori sono in assoluto uno degli strumenti di regolazione del traffico più difficili da ammodernare. E in generale la regolamentazione dei comportamenti sulle strade dipende da politiche e investimenti che possono cambiare molto da paese a paese, e che spesso rendono complicato anche solo introdurre una pista ciclabile.
Anziché sostituire i semafori esistenti, una soluzione più praticabile sarebbe provare quelli a quattro fasi in luoghi specifici in cui non ci sono nemmeno quelli tradizionali. Un contesto ideale e più facile da studiare secondo i ricercatori potrebbe essere l’area dei porti, dove circolano moltissimi mezzi commerciali, e quelli a guida autonoma sono generalmente più diffusi che altrove.



