L’ex primo ministro del Nepal è stato arrestato per la violenta repressione delle proteste di settembre

In Nepal è stato arrestato l’ex primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli: è accusato di negligenza per non aver intrapreso azioni sufficienti a prevenire la violenta repressione delle proteste che a settembre lo costrinsero alle dimissioni, in cui vennero uccise 77 persone e ne vennero ferite oltre 2.400. Le proteste furono molto partecipate, soprattutto dai giovani, e per questo sono conosciute anche come “proteste della Gen Z” (cioè Generazione Z, le persone nate all’incirca fra il 1997 e il 2012). Per alcuni giorni bloccarono completamente diverse città del paese fra cui la capitale Katmandu, dove vennero incendiati il parlamento e altri importanti edifici governativi.
Il suo arresto arriva dopo due sviluppi significativi nella vicenda: giovedì un’apposita commissione d’inchiesta sulla repressione delle proteste aveva raccomandato l’arresto di Sharma Oli, del suo ministro dell’Interno e del capo della polizia, e venerdì si era insediato ufficialmente il nuovo primo ministro nepalese Balendra Shah, uno dei leader delle proteste e vincitore delle elezioni di marzo. Balendra Shah, esponente di un partito centrista, è un rapper che è stato sindaco di Katmandu e si è fatto portavoce delle richieste di rinnovamento politico presentate dai manifestanti.
Sharma Oli fa parte del Partito comunista del Nepal (marxista-leninista unificato), è in politica da decenni ed era stato primo ministro altre due volte: per questo era ampiamente visto come uno dei maggiori esponenti della vecchia classe politica, considerata da chi ha protestato corrotta e poco attenta alle richieste della popolazione. Dopo il suo arresto i suoi sostenitori hanno manifestato nelle strade di Katmandu.
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