Tra la dance e il pop c’è ancora Robyn
Dopo 8 anni senza dischi la cantante svedese ha pubblicato “Sexistential”, che non sta deludendo le aspettative

La cantante svedese Robyn ha un posto unico nella musica europea, da quando a partire dagli anni Duemila pubblicò una serie di dischi che misero d’accordo sia il pubblico che voleva singoli riempipista sia quello in cerca di suoni e sperimentazioni nuove nella musica a cavallo tra il pop e il clubbing. “Dancing On My Own”, contenuta in Body Talk del 2010, è rimasta una delle più grandi hit del suo decennio, ma nei 16 anni che sono passati da allora Robyn aveva pubblicato un solo disco, Honey del 2018. Era piaciuto molto anche quello, motivo per cui c’era un’enorme attesa per il suo primo album in 8 anni.
Si intitola Sexistential ed è uscito venerdì, e puntualmente non ha deluso la critica. Robyn lo ha scritto insieme al compositore Klas Åhlund, che collabora con lei da molti anni, e hanno partecipato musicisti come Joseph Mount della band di elettropop inglese dei Metronomy e Max Martin, una delle più famosi popstar maschili svedesi, a cui Robyn deve una parte della sua fama iniziale.

La copertina di Sexistential
Le recensioni uscite finora lo hanno descritto come un disco diverso da quelli precedenti di Robyn, più aggressivo e divertente e meno incentrato sull’amore, un tema che era stato invece centrale nei suoi ultimi album. La critica Katie Hawthorne del Guardian ha scritto che, con Sexistential, Robyn è riuscita ad abbandonare la sua «ossessione» per il romanticismo e a scrivere un disco più spensierato, giocoso e politico, nello stile di quelli degli anni Novanta.
Le sue canzoni parlano di molte cose, dal piacere del sesso occasionale alle sue esperienze con le app di incontri, fino alla sua recente vita da madre single. Ha da poco avuto una figlia ricorrendo alla fecondazione in vitro, e la canzone che dà il titolo al disco è dedicata anche a questa esperienza. Il bilanciamento del tempo da suddividere tra divertimento, musica e vita da madre torna in diverse canzoni del disco. Hawthorne ha aggiunto che Sexistential è un disco meno pop e orecchiabile di Honey, con suoni molto più “acidi” e vicini a quelli degli anni Dieci del Duemila. Anche Karen Gwee di NME ha apprezzato la maturità di Sexistential. Lo ha descritto come un disco «di pop bionico» in cui Robyn sembra «sentire tante cose contemporaneamente» e volerle raccontare tutte.
Ci sono molte «frecciatine spudorate al suo ex» e diversi accenni alla «devastazione emotiva» che ha affrontato negli ultimi anni e tanti momenti di ironia, tra cui uno in cui Robyn racconta di quando il suo ginecologo confuse Adam Driver con Adam Sandler. Un altro punto sottolineato da tutte le recensioni uscite finora è la predilezione per le parti rappate, che nei dischi precedenti Robyn aveva utilizzato con più parsimonia.
Stereogum invece ha riassunto Sexistential così: «Immaginate se Kate Bush tornasse con un disco electroclash, o se il primo disco di Björk dopo anni fosse un concept album sulla vita di una mamma single di mezza età, divertente e arrapata. Sarebbe strano, vero? Meriterebbe sicuramente un commento».
Robyn diventò famosa fuori dalla Svezia verso la metà degli anni Novanta, anche grazie al successo di alcune canzoni scritte con Max Martin. Si è distinta fin da subito anche per motivi distaccati dalla musica, come la tendenza a diradare le apparizioni pubbliche e la sua retorica di aperta ostilità nei confronti delle case discografiche. Dal 2005, dopo un litigio col suo precedente editore, Robyn pubblica tutti i suoi dischi con la sua etichetta indipendente Konichiwa Records.
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