Cosa si sa dell’indagine che coinvolge la Difesa, Terna e RFI

Riguarda presunte corruzioni e irregolarità negli appalti per le forniture informatiche, a favore di alcune aziende private

Il palazzo del ministero della Difesa a Roma (Wikimedia Commons)
Il palazzo del ministero della Difesa a Roma (Wikimedia Commons)
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La procura di Roma sta indagando sull’ipotesi che alcuni imprenditori abbiano manipolato le gare di appalto di alcuni importanti enti e aziende pubbliche, corrompendo funzionari e dirigenti al loro interno. Sono indagate 26 persone con varie ipotesi di reato tra cui corruzione, induzione indebita, traffico di influenze, turbativa d’asta e riciclaggio. Giovedì alcune delle aziende coinvolte sono state perquisite dalla Guardia di Finanza.

Tra queste ci sono Terna, gestore nazionale della rete elettrica, RFI, che fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato e gestisce la rete ferroviaria italiana, e il Polo Strategico Nazionale, una società pubblica che fornisce sistemi informatici in cloud alla pubblica amministrazione (con cloud ci si riferisce a quei servizi che offrono la gestione di grandi quantità di dati attraverso server connessi tra loro). Anche il ministero della Difesa è stato perquisito per via del presunto coinvolgimento di alcuni ufficiali militari.

Le indagini sono ancora in corso e le varie ipotesi dovranno essere verificate ed eventualmente discusse in un processo, se necessario. Riguardano soprattutto i rapporti tra due aziende: la Red Hat, che sviluppa software, e la Nsr, che li distribuisce sul mercato, vendendoli ad aziende ed enti pubblici. L’ipotesi degli investigatori è che ci fossero stretti rapporti tra i dirigenti di Nsr e quelli di Terna. All’interno di Terna, in particolare, sarebbero avvenute corruzioni e manipolazioni di procedure di gara con lo scopo di favorire l’assegnazione di commesse alla Nsr.

Si indaga anche su una gara d’appalto da 400 milioni bandita da RFI. Nsr, attraverso alcuni dirigenti di RFI e Tim, avrebbe ottenuto il capitolato (cioè il documento che descrive, tra le altre cose, le caratteristiche del bene o del servizio da fornire) in anticipo e avrebbe suggerito modifiche e integrazioni da fare per assicurarsi di rispondere meglio ai requisiti tecnici del bando.

All’interno del ministero della Difesa, invece, si indaga su una gara d’appalto indetta da Teledife, cioè l’ufficio tecnico del ministero che si occupa di progettare e gestire i sistemi informatici per le forze armate. L’ipotesi è che alcuni ufficiali abbiano favorito la Nsr rivelando in anticipo informazioni riservate e requisiti del bando. Alcuni funzionari di Teledife sono indagati per aver ricevuto inviti a cena e promesse di incarichi per loro familiari, in cambio della disponibilità a favorire interessi privati, tra cui quelli di Nsr.

Altre presunte manipolazioni riguardano il Polo Strategico Nazionale. Secondo gli investigatori, la direzione del Polo avrebbe fatto pressioni su ufficiali del ministero della Difesa per inserire i prodotti informatici di Red Hat e altre forniture riconducibili alla Nsr all’interno del catalogo di servizi offerti dal Polo alla pubblica amministrazione.

Infine parte dell’indagine si concentra sull’Aeronautica: un generale è accusato di corruzione, perché avrebbe rivelato a un imprenditore informazioni su un appalto relativo alla fornitura di sistemi meteorologici del valore di oltre 200 milioni di euro. In cambio avrebbe ottenuto dall’imprenditore, molto influente tra gli alti funzionari della Difesa, la promozione a generale.

Queste indagini nascono da un’altra inchiesta su Sogei, azienda che si occupa di gestire i servizi informatici di diversi enti pubblici e che è controllata totalmente dal ministero dell’Economia. Nel 2024 il direttore generale di Sogei, Paolino Iorio, era stato arrestato insieme a un imprenditore dopo che i due erano stati colti in flagranza di reato mentre Iorio riceveva una tangente di circa 15mila euro. Iorio aveva poi patteggiato una pena di tre anni per corruzione.