Che squadra è la Bosnia Erzegovina
Cioè quella contro cui l'Italia si giocherà la qualificazione ai Mondiali maschili di calcio

Dopo l’Irlanda del Nord, l’ultima avversaria dell’Italia nelle qualificazioni ai Mondiali maschili di calcio sarà la Bosnia Erzegovina. La partita si giocherà martedì 31 marzo alle 20:45 a Zenica, in Bosnia Erzegovina, in uno stadio piccolo ma molto caloroso: chi vince va ai Mondiali, chi perde no. Entrambe le nazionali non vi partecipano dal 2014: per l’Italia fu la 19esima partecipazione, per la Bosnia Erzegovina la prima e per ora l’ultima.
La Bosnia Erzegovina è una squadra migliore dell’Irlanda del Nord, con calciatori più forti ed esperti, anche se nel ranking FIFA è appena cinque posizioni avanti (66esimo posto contro 71esimo). Negli ultimi anni non ha ottenuto grandi risultati. Dall’inizio del 2023 ha giocato 30 partite, perdendone 16 e vincendone solo 9, contro avversarie non certo formidabili: Islanda, Liechtenstein (due volte), Romania (due volte), Cipro, San Marino (due volte) e Malta. Quella contro il Galles non viene considerata vittoria, visto che è arrivata ai tiri di rigore, e al 90esimo il risultato era 1-1.
C’è da dire che la maggior parte di queste vittorie è arrivata nell’ultimo anno e mezzo, nel quale la squadra è sembrata più organizzata e non è andata lontana dal qualificarsi direttamente ai Mondiali, ma alla fine il suo girone l’ha vinto l’Austria.

Tifosi della Bosnia Erzegovina a Cardiff, in Galles (Robbie Jay Barratt – AMA/Getty Images)
La Bosnia Erzegovina è una squadra che punta molto sul fisico, sui calci piazzati e sul gioco aereo (l’altezza media dei suoi calciatori è di 1 metro e 85 centimetri). Ma è anche una squadra capace di proporre un gioco veloce e verticale, tecnico e di contropiede. In genere gioca con il 4-4-2. Dal 2024 l’allenatore è Sergej Barbarez, che da calciatore fu un discreto attaccante in varie squadre del campionato tedesco.
Il calciatore più conosciuto della Bosnia Erzegovina è l’attaccante Edin Dzeko, che ha compiuto 40 anni due settimane fa e che contro il Galles ha segnato il gol dell’1-1, il suo 73esimo gol in 147 partite con la nazionale. Dopo quasi vent’anni trascorsi nell’élite del calcio europeo, e dopo sei mesi molto complicati alla Fiorentina, da gennaio Dzeko gioca nello Schalke 04, nella seconda serie tedesca: dal suo arrivo ha segnato 6 gol e fatto 3 assist in 8 partite, contribuendo al primo posto in campionato.
È un attaccante alto e strutturato ma anche molto tecnico, soprannominato il Cigno di Sarajevo, un omaggio al Cigno di Utrecht Marco Van Basten, storico centravanti nederlandese del Milan. Con le squadre di club Dzeko ha segnato quasi 300 gol e vinto trofei in Germania, in Inghilterra e in Italia, dove – prima della deludente esperienza alla Fiorentina – aveva giocato per sei stagioni con la Roma e per due con l’Inter.
Il gol del pareggio di Dzeko contro il Galles
Se Dzeko è il leader tecnico e carismatico della squadra (di cui è anche capitano), tra i suoi compagni si sta facendo notare soprattutto Kerim Alajbegovic, che ha quasi 22 anni meno di lui. Contro il Galles è entrato al 62esimo e ha cambiato la partita, portando imprevedibilità all’attacco della Bosnia Erzegovina, facendo l’assist a Dzeko e segnando il rigore decisivo nella serie finale.
Alajbegovic è un esterno d’attacco e dopo aver fatto le giovanili nel Bayer Leverkusen è passato al Salisburgo, una squadra austriaca in cui si sono affermati alcuni dei migliori attaccanti degli ultimi dieci anni come Erling Haaland e Sadio Mané. Ha un fisico slanciato e un’eccellente tecnica, gioca bene con entrambi i piedi ed è molto bravo nel dribbling.
Fa cose come queste
Nel gioco proposto da Barbarez sono importanti i due centrocampisti centrali Benjamin Tahirovic e Armin Gigovic; il primo giocò nella Roma nella stagione 2022-2023. Tra gli altri calciatori conosciuti in Italia ci sono i difensori Tarik Muharemovic, che alla prima stagione in Serie A con il Sassuolo sta facendo un’ottima impressione, e Sead Kolasinac, che gioca nell’Atalanta da tre anni ed è molto esperto e arcigno in marcatura, ma che contro il Galles è uscito prima per un problema fisico. Non ci sono, invece, i centrocampisti Miralem Pjanic (che si è ritirato) e Rade Krunic (che non è stato convocato).
Italia e Bosnia Erzegovina si sono affrontate in 6 occasioni finora: 4 volte ha vinto l’Italia, una è finita in pareggio, mentre la Bosnia Erzegovina ha vinto una sola volta, nel 1996, in una delle prime partite della sua storia (era un’amichevole).



