Una petroliera turca sospettata di far parte della cosiddetta “flotta fantasma” russa è stata attaccata nel mar Nero

Giovedì una petroliera turca è stata attaccata nel mar Nero, a una trentina di chilometri dallo stretto del Bosforo. Il ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloglu, che ha dato notizia dell’attacco, ha detto che la nave batteva bandiera della Sierra Leone, era gestita da una società turca e trasportava petrolio russo. Secondo Uraloglu l’attacco è stato compiuto con un’imbarcazione pilotata da remoto, senza equipaggio a bordo. Al momento non ci sono informazioni certe su chi ne sia responsabile. Nessuna delle persone a bordo della petroliera è rimasta ferita.
La nave si chiama Altura, era partita dal porto russo di Novorossiysk, e si sospetta che faccia parte della cosiddetta “flotta fantasma” russa, cioè quelle navi che trasportano clandestinamente il petrolio per aggirare le sanzioni contro la Russia. Dallo scorso ottobre era nell’elenco delle navi soggette a restrizioni da parte dell’Unione Europea.
In passato attacchi simili erano stati compiuti dall’Ucraina, con l’obiettivo di mostrare di essere in grado di colpire la Russia in uno dei suoi settori più rilevanti: il commercio del petrolio, che il regime del presidente russo Vladimir Putin usa per finanziare la guerra aggirando le sanzioni.


