Nordio dice che si è pentito di quella frase sui magistrati e sulla «paramafiosità»
L’aveva detta durante la campagna referendaria, innescando moltissime polemiche

Durante un question time alla Camera mercoledì il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che aver parlato di «paramafiosità» in relazione ai magistrati è «stato un rammarico, forse il rammarico maggiore, di questo momento referendario, forse peggiore della riconosciuta sconfitta che abbiamo subito». Nordio faceva riferimento alla sua intervista al quotidiano Il NordEst di metà febbraio, in cui aveva appunto parlato di un «meccanismo “para-mafioso”» nella magistratura, suscitando moltissime polemiche in piena campagna per il referendum, poi perso dal governo.
In aula Nordio ha detto di aver smentito «almeno una cinquantina di volte quella frase sulla “paramafiosità” del CSM», cioè il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organismo di autogoverno della magistratura che decide sulle nomine, sulle carriere e sulle sanzioni dei magistrati, e che la riforma promossa dal governo di Giorgia Meloni voleva modificare. Nordio ha detto che la dichiarazione è stata attribuita erroneamente a lui, mentre lui stava citando «parola per parola» un altro magistrato. Nell’intervista aveva detto che quelle parole erano di Franco Roberti (nell’intervista viene riportato erroneamente il nome Benedetto), ex procuratore antimafia in seguito eletto con il Partito Democratico al Parlamento europeo.
Secondo Nordio e il governo, il sorteggio dei magistrati che la riforma avrebbe voluto introdurre nel CSM, al posto della loro elezione, avrebbe messo fine al sistema clientelare delle correnti. Nell’intervista aveva parlato anche di «mercato delle vacche» e di «verminaio correntizio», citando il caso di Luca Palamara, un ex magistrato al centro di indagini giudiziarie e infine radiato.
Durante il question time Nordio ha risposto anche ad altre interrogazioni parlamentari, che gli chiedevano conto delle due importanti dimissioni al ministero della Giustizia avvenute nelle ultime ore, quelle del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e della capa di gabinetto Giusi Bartolozzi. Quanto all’eventualità di dimettersi a sua volta, Nordio ha risposto che Meloni ha confermato la fiducia nei suoi confronti e che non c’è nessuna ragione per cui debba lasciare il suo incarico.
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