Alle parlamentari in Slovenia il centrosinistra al governo e l’opposizione di destra populista hanno preso quasi gli stessi voti

Alle elezioni parlamentari di domenica in Slovenia il Movimento per la libertà (centrosinistra) del primo ministro Robert Golob è stato il partito più votato, con il 28,6 per cento dei voti, con cui otterrà 29 seggi su 90 in parlamento. Lo segue a strettissima distanza il Partito democratico sloveno (SDS) dell’ex primo ministro Janez Janša, populista di destra: ha ottenuto il 28 per cento dei voti, pari a 28 seggi. Per governare sarà necessaria la creazione di una coalizione fra uno di questi due partiti e altre formazioni minori, per cui c’è molta incertezza su chi andrà al governo.
Il Movimento per la libertà ha perso parecchi voti rispetto al 2022, in cui ottenne 41 seggi. Poco prima del voto di domenica i sondaggi davano però in vantaggio il suo rivale Janša: la sua campagna è stata probabilmente danneggiata dalla scoperta che una società israeliana era stata ingaggiata per screditare Golob. Alcuni suoi membri importanti hanno incontrato politici di SDS, ma il coinvolgimento diretto di Janša non è stato provato.
Golob è un ex uomo d’affari ed è al governo da quattro anni in coalizione con i Socialdemocratici e il partito La Sinistra. Il suo governo è stato coinvolto in alcuni scandali e la crescita economica è stata inferiore al passato (il PIL sloveno è cresciuto dell’1,1 per cento nel 2025). Janša è stato primo ministro tre volte per un totale di 8 anni: progressivamente si è spostato su posizioni sempre più di destra e sempre più autoritarie.
Altri cinque partiti hanno ottenuto fra il 10 e il 5 per cento (che era la soglia di sbarramento) dei voti: una coalizione di centrodestra; i Socialdemocratici; un partito di centrodestra nato dalla scissione da quello di Janša; La Sinistra; e Resni.ca, un partito nato dal movimento no vax.
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