Un giudice ha ordinato la ripresa delle trasmissioni di Voice of America, smantellata dall’amministrazione Trump

La sede di Voice of America a Washington DC, Stati Uniti, 17 marzo 2025 (Fatih Aktas /Getty Images)
La sede di Voice of America a Washington DC, Stati Uniti, 17 marzo 2025 (Fatih Aktas /Getty Images)

Un giudice federale statunitense ha ordinato la ripresa delle trasmissioni e il reintegro di oltre mille dipendenti di Voice of America (VoA), un’emittente statunitense finanziata dal governo rivolta al pubblico di paesi dove la libertà di stampa è limitata, tra cui l’Iran, la Russia e la Cina. L’emittente era stata smantellata quasi completamente l’anno scorso per effetto di una serie di provvedimenti presi dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che avevano colpito anche altri media finanziati dal governo statunitense. È probabile che l’amministrazione faccia ricorso.

Lo scopo di VoA è di presentare all’estero le politiche degli Stati Uniti e al tempo stesso di costituire una fonte di news affidabile e autorevole. Di fatto è un organo di propaganda statunitense, gestito però con princìpi giornalistici indipendenti, e non legati al governo in carica. Prima che Trump la smantellasse, VoA trasmetteva in 49 lingue, ma da circa un anno forniva servizi di informazione molto ridotti solo in cinque lingue: cinese, russo, coreano, pashto e dari (le due lingue più parlate in Afghanistan). Ha esteso a 24 ore su 24 i programmi in farsi (la lingua più parlata in Iran) dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente

Secondo il giudice le azioni prese dal governo per chiudere l’emittente violano alcune leggi approvate dal Congresso, che ha stanziato i fondi per finanziare VoA e ha indicato all’amministrazione di mantenere delle attività giornalistiche in ogni parte del mondo considerata di rilievo. Il giudice ha ordinato a 1.042 persone tra cui giornalisti e personale dello staff di tornare al lavoro a partire dal 23 marzo, riprendendo le trasmissioni e la pubblicazione di notizie ai livelli precedenti allo smantellamento (quasi tutti i dipendenti di VoA erano in congedo retribuito da marzo 2025). La decisione del giudice esclude dal ritorno al lavoro i collaboratori che non erano assunti.