A Mosca non funziona internet sul cellulare
Ci sono grossi disagi per i cittadini: potrebbe essere un test per applicare nuove censure online

A Mosca, in Russia, da quasi due settimane è bloccata la rete dati dei cellulari. Questo sta provocando grosse complicazioni alla vita dei cittadini: non funzionano le app di pagamento, non si possono inviare messaggi, non si possono usare le app delle mappe. I moscoviti hanno cominciato a comprare vecchi walkie-talkie per comunicare tra loro, e a usare mappe cartacee per girare in città. Il blocco sta anche suscitando sospetti sull’introduzione di nuovi metodi di censura online da parte del regime di Vladimir Putin.
Il governo ha motivato il blocco con non meglio specificate «ragioni di sicurezza». Riguarda soltanto la rete dati dei cellulari, che non funziona praticamente da nessuna parte in città, e nelle poche zone in cui funziona lo fa con fatica. Negli scorsi mesi la rete dati era bloccata o aveva avuto grossi malfunzionamenti anche in altre parti della Russia, e soltanto nelle ultime settimane il problema è arrivato a Mosca dove vivono 13 milioni di persone.
Le ragioni del blocco non sono ancora chiare. Alcuni gruppi di attivisti sostengono che abbia a che fare con un nuovo sistema di censura che il regime sta testando proprio in questi mesi, e che viene chiamato whitelist. In pratica il regime ha sviluppato una lista di siti approvati e che possono essere visitati. I siti fuori dalla whitelist – cioè tutti quelli che contengono informazioni sgradite al regime, o che possono essere utilizzati per organizzare il dissenso – saranno bloccati. I disservizi alla rete sono cominciati proprio durante i primi test di questo sistema di censura, ma non è chiaro in che modo i due possano essere tecnicamente collegati.
Un’altra possibilità, descritta per esempio dal Wall Street Journal, è che la Russia stia testando dei sistemi di blocco totale di internet simili a quelli usati dall’Iran. Negli scorsi anni, tutte le volte che era in corso una protesta contro il regime, l’Iran bloccava completamente internet, per impedire ai manifestanti di coordinarsi e di rendere pubblici gli atti di repressione. Internet in Iran è bloccato anche adesso, mentre il paese è bombardato da Stati Uniti e Israele.
Da quando è iniziata l’invasione su larga scala dell’Ucraina, il regime di Putin ha periodicamente bloccato internet in Russia per aumentare il controllo dell’informazione, dei contenuti che circolano su internet e del dissenso online. Ha anche censurato vari social network, come Instagram, Facebook e, più di recente, WhatsApp, e ha limitato il funzionamento di altri, in particolare Telegram, l’app di messaggistica più popolare del paese.
Il regime nel frattempo sta promuovendo la diffusione di un servizio di messaggistica alternativo, MAX, che ha regole sulla protezione dei dati personali molto meno rigide: secondo diversi esperti e dissidenti il governo vuole usarla per controllare le conversazioni private dei cittadini e li ha invitati a usarlo al posto di WhatsApp e Telegram.
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