La Federal Reserve ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse, anche per la guerra in Medio Oriente

Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, il 18 marzo 2026 (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)
Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, il 18 marzo 2026 (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)

La Federal Reserve, la banca centrale statunitense nota semplicemente come FED, ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse: resteranno tra il 3,5 e il 3,75 per cento. È la seconda volta consecutiva che decide di mantenerli invariati, dopo tre riduzioni nel 2025. I tassi di interesse sono il principale strumento con cui le banche centrali cercano di tenere sotto controllo l’andamento dei prezzi. La banca centrale li fissa e li aggiorna periodicamente: vengono alzati quando i prezzi crescono troppo (com’è successo negli ultimi anni), e abbassati quando crescono troppo poco, l’economia è ferma e dev’essere stimolata. I tassi decisi dalla FED sono poi un riferimento per quelli offerti dalle banche ai loro clienti e per tutto il mercato finanziario.

La decisione di non ridurli è stata giustificata con «prospettive economiche incerte per le implicazioni della situazione in Medio Oriente». L’aumento prolungato dei prezzi del petrolio può causare una crescita del costo della vita e dell’inflazione. La riunione del Consiglio dei governatori che ha preso la decisione è stata la penultima del presidente Jerome Powell, il cui mandato scade il 15 maggio: da mesi è in aperto scontro con Donald Trump, che vorrebbe riduzioni più decise. Trump ha nominato Kevin M. Warsh per succedergli, ma la sua nomina deve ancora essere ratificata dal Senato.