Nel nordest della Nigeria almeno 23 persone sono state uccise in una serie di attentati

La polizia nigeriana ha detto che lunedì sera almeno 23 persone sono state uccise in una serie di attentati a Maiduguri, nel nordest del paese. I feriti sono almeno 108. Le esplosioni hanno colpito l’ingresso di un ospedale universitario, una zona del centro dove si trova anche un mercato molto frequentato e il quartiere orientale di Kaleri: sono avvenute attorno al tramonto, il momento della giornata in cui le persone musulmane interrompono il digiuno osservato durante il Ramadan (il mese sacro dell’Islam, ora in corso), spesso mangiando all’aperto e in gruppo. Secondo le informazioni preliminari si sarebbe trattato di attentati suicidi. Nessun gruppo ha ancora rivendicato gli attacchi.
È l’attacco più grave da anni a Maiduguri, che è la capitale dello stato federato del Borno, uno di quelli in cui sono più radicati i gruppi estremisti islamici come Boko Haram e la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico (ISWAP, la sezione locale dell’ISIS). A dicembre un’esplosione in una moschea della città aveva causato cinque morti e 35 feriti.
Nella mattina di lunedì l’esercito nigeriano aveva detto di aver respinto un attacco da parte di un gruppo armato non identificato alla periferia della città. Il governatore dello stato ha ricondotto gli attacchi a una ritorsione da parte dei gruppi estremisti in risposta alle operazioni dell’esercito nigeriano contro di loro nella foresta di Sambisa, una zona vicino a Maiduguri nota per essere usata come base dai gruppi armati.
In Nigeria gli attacchi contro la popolazione, che sono frequenti e brutali, sono compiuti sia da gruppi estremisti religiosi sia da criminali comuni (chiamati localmente «banditi») che spesso rapiscono i civili per chiedere un riscatto.


