Il leader dell’opposizione in Uganda ha lasciato il paese dopo essere rimasto nascosto due mesi per evitare l’arresto

Bobi Wine
Al centro, Bobi Wine (Michel Lunanga/Getty Images)

Robert Kyagulanyi Ssentamu, più noto come Bobi Wine, leader dell’opposizione in Uganda, ha detto di aver lasciato il paese dopo essere rimasto nascosto per due mesi. Wine ha contestato l’esito delle elezioni che a gennaio avevano rieletto Yoweri Museveni, presidente dal 1986.

Wine aveva denunciato brogli e rivendicato la vittoria. Da allora ha dovuto rifugiarsi in un posto sicuro per sfuggire ai tentativi di arresto fatti dall’esercito. Wine ha detto che i militari hanno fatto irruzione più volte nelle case dei suoi sostenitori e hanno organizzato posti di blocco in tutto il paese per arrestarlo. Dal giorno delle elezioni la sua casa di Kampala, la capitale dell’Uganda, è circondata dai militari.

«Ringrazio tutti voi ugandesi che mi avete nascosto e protetto per tutto il tempo in cui il regime mi cercava», ha detto in un video. Wine ha negato di aver violato la legge, prima di affermare che «candidarsi alla presidenza non è un crimine».