Hamas ha chiesto all’Iran di fermare gli attacchi nel Golfo

È un appello notevole perché il gruppo palestinese è alleato del regime iraniano, ma è anche vicino ad alcuni paesi attaccati dall'Iran

Un deposito di petrolio colpito nel porto emiratino di Fujairah, 14 marzo 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)
Un deposito di petrolio colpito nel porto emiratino di Fujairah, 14 marzo 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)

Il gruppo politico e militare palestinese Hamas ha chiesto all’Iran di interrompere gli attacchi contro i «paesi vicini» (è la prima volta che si esprime con un comunicato pubblico dall’inizio della guerra in Medio Oriente, due settimane fa). È un appello notevole perché Hamas è uno dei gruppi della regione alleati dell’Iran: fa parte del cosiddetto “asse della resistenza”, cioè l’insieme di milizie e gruppi sostenuti e finanziati dal regime iraniano, contro cui è raro che prenda posizione.

Al tempo stesso però Hamas riceve appoggio politico o finanziario anche da alcuni dei paesi colpiti, in particolare dal Qatar e dalla Turchia (che non fa parte del Golfo, ma che è stata raggiunta da attacchi iraniani intercettati dalle difese NATO). Per esempio, alcuni leader del movimento vivono da anni in Qatar e vi hanno trovato rifugio, ed è stato il governo qatariota a fare da mediatore nei negoziati indiretti tra Hamas e Israele per ottenere un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, alla fine dell’anno scorso. Il governo turco di Recep Tayyip Erdogan è soprattutto un alleato politico.

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Nel comunicato Hamas ha parlato dell’attacco israelo-statunitense contro l’Iran come di un «crimine odioso». Secondo un funzionario anonimo sentito da AFP il gruppo avrebbe anche provato a mettersi in contatto con alcuni governi della regione per promuovere un’alleanza contro Israele e Stati Uniti. Ma ha anche detto: «Mentre difendiamo il diritto della Repubblica Islamica dell’Iran di rispondere a questa aggressione con tutti i mezzi a disposizione secondo le norme e le leggi internazionali, il movimento [cioè Hamas] chiede ai fratelli in Iran di evitare di colpire i paesi vicini».

Dall’inizio della guerra l’Iran ha colpito soprattutto le infrastrutture energetiche dei paesi del Golfo, con l’obiettivo di danneggiare la produzione e il commercio di petrolio, e di conseguenza gli Stati Uniti e i loro alleati. Gli attacchi hanno causato gravi problemi alle loro economie, basate in larga parte su commercio e produzione di gas e petrolio e sul turismo, anch’esso fortemente danneggiato dalla guerra.

Gli attacchi iraniani (o i detriti di missili e droni abbattuti dai sistemi di difesa) hanno colpito anche edifici civili e ucciso 19 persone.

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