Il parlamento del Senegal ha infine approvato la legge che raddoppia la pena massima per i rapporti omosessuali

Il primo ministro senegalese Ousmane Sonko durante una conferenza stampa a Dakar, Senegal, 15 marzo 2024 (Annika Hammerschlag/Bloomberg via Getty)
Il primo ministro senegalese Ousmane Sonko durante una conferenza stampa a Dakar, Senegal, 15 marzo 2024 (Annika Hammerschlag/Bloomberg via Getty)

Il parlamento del Senegal ha infine approvato una legge che raddoppia la pena massima per i rapporti omosessuali, definiti nel testo come «atti contro natura» e già duramente repressi nel paese. La normativa precedente prevedeva pene da 1 a 5 anni di carcere: con la nuova legge, voluta dal primo ministro Ousmane Sonko, il massimo diventa 10 anni. Il testo, che per entrare in vigore dovrà essere firmato dal presidente Bassirou Diomaye Faye, è stato votato praticamente all’unanimità: ha ottenuto 135 voti a favore e zero contrari, mentre tre deputati si sono astenuti.

La nuova legge prevede anche pene dai 3 ai 7 anni per chi venga giudicato colpevole di promuovere o finanziare le relazioni tra persone dello stesso sesso. Durante la discussione in parlamento la deputata Diaraye Ba, tra gli applausi di alcuni suoi colleghi, ha detto: «Gli omosessuali non respireranno più in questo paese. Gli omosessuali non avranno più libertà di espressione in questo paese».

Il Senegal è un paese a maggioranza musulmana, e avere rapporti omosessuali è un reato punito col carcere fin dal 1966. L’omosessualità è stigmatizzata anche a livello sociale: gli arresti sono frequenti e perlopiù appoggiati dall’opinione pubblica. Almeno 32 dei 54 paesi dell’Africa hanno leggi che proibiscono le relazioni omosessuali, che in Uganda, Mauritania e Somalia sono punibili con la pena di morte. Una decina di paesi, tra cui Sudan, Kenya, Tanzania e Sierra Leone, prevedono invece pene che vanno dai 10 anni all’ergastolo.