Che posto è Camp Singara, la base italiana attaccata nel Kurdistan iracheno

Prima della guerra ospitava circa 300 militari; il nome è un omaggio all'impero romano

L’insegna della base italiana di Camp Singara, in una foto del 2024 (ANSA/Domenico Palesse)
L’insegna della base italiana di Camp Singara, in una foto del 2024 (ANSA/Domenico Palesse)

La base militare italiana attaccata nella notte tra mercoledì e giovedì a Erbil, nel Kurdistan iracheno, si trova come altre basi straniere nell’area molto estesa dell’aeroporto internazionale della città. L’attacco, probabilmente compiuto da milizie sciite vicine all’Iran, non ha causato morti né feriti.

La base si chiama “Camp Singara”. Fa parte di un complesso più ampio che si sviluppa sul terreno di una vecchia base per aerei militari, in funzione ai tempi del dittatore dell’Iraq Saddam Hussein, tra gli anni Ottanta e il 2003. La zona militare è un’enorme area chiusa, posizionata proprio accanto all’aeroporto. Da una parte c’è l’aeroporto internazionale civile, che in questi giorni è fermo a causa della sospensione dei voli. Dall’altra c’è l’aeroporto militare, che funziona come base per i contingenti militari stranieri: il più grande a Erbil è quello degli Stati Uniti, ma ci sono anche eserciti di numerosi altri paesi della coalizione internazionale messa insieme dagli americani.

Di fatto l’area militare è come una grossa base, con all’interno altre basi più piccole di diversi eserciti, tra cui quello italiano.

Camp Singara è la base principale della missione della Difesa italiana chiamata Prima Parthica, che in estrema sintesi serve ad addestrare e fornire assistenza alle forze irachene e curde contro l’ISIS. La missione fu avviata nel 2018.

Il nome Camp Singara è una citazione storica: Singara è la città irachena Sinjar, che tra il secondo e il terzo secolo dopo Cristo fu sede dell’accampamento di una legione romana che aveva il compito di contrastare le incursioni dell’antica popolazione dei Parti (il nome della missione fa riferimento appunto a loro e all’impero che fondarono).

Il contingente italiano presente alla base era di circa 300 militari, ma il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha detto che 102 persone erano già rientrate in Italia e altre 40 erano state spostate in Giordania. Oltre ai compiti di addestramento, i militari forniscono supporto logistico agli altri contingenti con elicotteri NH-90.

Tutto il complesso dell’aeroporto militare e della base è un bersaglio ovvio per le milizie filoiraniane, e in questi giorni ci sono stati altri attacchi coi droni. In quello di stanotte è stata presa di mira l’area del bar-ristorante della base, a un orario peraltro in cui era frequentata, cioè di sera.